Il lupo va a scuola
Introduzione
Di Antonio Iannibelli
Tra le attività del nostro gruppo domina la ricerca sul lupo, non perché il lupo è meglio degli altri animali anzi, e che dove vive il super predatore di solito l’ambiente è già più sano e ricco di molte altre specie, quindi aiutare il lupo vuol dire difendere la natura nel suo insieme.
Vorremmo sfatare la “leggenda del lupo cattivo” spiegando in modo dettagliato il comportamento di questo utilissimo animale, che non è affatto feroce e cattivo come troppo spesso viene descritto. In particolare disponiamo di un documentario fotografico che illustra in 140 immagini come riconoscere le sue tracce, di che cosa si nutre, quale è il suo vero ruolo nell’ambiente, perché è necessaria la sua presenza e perché l’uomo lo perseguita ingiustamente.
Se conoscete fatti e misfatti o se leggete notizie indubbie mandatecele le inseriremo nel nostro documentario, arricchiremo la conoscenza di tutti noi e faremo veramente bene al nostro ambiente. Siamo sempre più convinti che “conoscere per rispettare” aiuta molto non solo il lupo. Siamo a disposizione di chiunque vuole saperne di più, inviate le vostre richieste attraverso il nostro portale web.
Il 15 novembre 2006 alla scuola media Dante Alighieri di Ferrara ho presentato il lupo a due gruppi di ragazzini (circa 150 alunni) una lezione durata solo due ore, ma con notevole impegno organizzativo prima e dopo. I risultati sono stati davvero eccezionali e riassunti nei due testi di Viola Guazzarini e Grasselli Stefano, che la prof. Alberta Osti mi ha fatto gentilmente pervenire.
Per incontri come questi naturalmente è fondamentale il ruolo degli insegnanti, in questo caso la professoressa è stata la promotrice dell’evento che è nato ad un incontro nel teatro comunale sempre in un convegno pubblico sul lupo. Dopo il primo approccio con la docente abbiamo concordato una giornata a scuola e incontrando i ragazzi sono stato meravigliosamente sorpreso con quanto cura e coinvolgimento il tutto era stato organizzato anche dalla direzione della scuola.
Voglio ancora ringraziare pubblicamente la professoressa Alberta Osti che ha voluto fortemente questa iniziativa e ringraziare anche i ragazzi che hanno mostrato tanto tanto interesse.
Emozionante il momento in cui i rappresentanti di ogni classe mi ha consegnato una piccola (ma grande nel suo significato) somma, raccolta spontaneamente fra di loro, per aiutare il lupo.
Questo mondo ha bisogno di riscoprire la natura di avere insegnanti appassionati e studenti valenti. Ritengo utile pubblicare questi scritti, non solo per premiare l’impegno dei ragazzi ma per dire agli adulti quanto bisogno c’è di parlare con loro.
Con la speranza che le scuole dedichino più spazio alla educazione ambientale e anche chi legge possa decidere un giorno di incontrarci alla scoperta del misterioso mondo del lupo.
Di seguito i splendidi testi di Grassilli Stefano e Guazzarini Viola, classe 3d della scuola media Dante Alighieri di Ferrara.
IL LUPO VA A SCUOLA
Grassilli Stefano
*CHI: Antonio Iannibelli, fotografo e ricercatore naturalistico;
*CHE COSA: È venuto a parlarci del lupo appenninico;
*QUANDO: Mercoledì 15 Novembre 2006;
*DOVE: Nella sala proiezione della nostra scuola;
SVOLGO:
Mercoledì 15 Novembre2006, è venuto nella sala proiezioni della nostra scuola Antonio Iannibelli, fotografo e ricercatore naturalistico.
Antonio ci ha parlato, con l’ausilio del suo computer e di alcune bellissime foto scattate da lui e da alcuni suoi colleghi, del “Canis lupus-lupus”, più comunemente detto lupo.
Il lupo è costretto a vivere in territori e ambienti selvatici: questo perché l’uomo, influenzato da un’informazione sbagliatissima, costringe il lupo a rifugiarsi in luoghi ostili.
Il ruolo del lupo nell’ambiente è volgarmente detto “ruolo da spazzino”, perché ripulisce l’ecosistema in cui vive, nutrendosi di carcasse o di animali feriti; esso si trova in cima alla catena alimentare, perciò non ha predatori. Il lupo è un carnivoro ma a volte, come gli altri canidi, si nutre di erba, per facilitare la digestione.
In Italia troviamo circa un migliaio di lupi, ma Antonio ci ha parlato dei lupi presenti nei boschi di Bologna; i lupi presenti in quella zona vengono chiamati “lupi appenninici”.
I circa venti lupi appenninici, possono essere divisi in tre branchi stabili, ciascuno formato da cinque o sei elementi, ognuno dei quali frequenta un territorio ben preciso.
Il capostipite dei branchi, quello cioè dal quale sono nati gli altri due, è detto “branco del corno a le Scale”, che esiste da sempre; da quel branco si è formato il “branco dei laghi di Suviana e Brasimone”, nato circa vent’anni fa, e il “branco di Montesole”, formatosi circa dieci anni fa (tutti e tre i luoghi frequentati dai lupi, sono oggi zone protette).
COME NOTARE LA PRESENZA DI UN LUPO?
Per capire se in un certo luogo vivono lupi, occorre tenere conto di alcuni dettagli:
*le IMPRONTE SUL FANGO;
*le IMPRONTE SULLA NEVE o snow tracks;
*gli ESCREMENTI lasciati nei sentieri;
*i RESTI DI CIBO;
*gli ULULATI;
*gli AVVISTAMENTI.
IMPRONTE SUL FANGO: a differenza di ciò che si potrebbe pensare, i lupi frequentano sentieri e a volte anche strade.
Il lupo, analizza il luogo in cui si trova con il suo potentissimo olfatto (quasi cento volte più raffinato dell’olfatto umano!) e spesso si reca vicino a sorgenti e fiumi: proprio lì, si possono trovare tracce nel fango.
Spesso le tracce sono visibili anche sulla polvere; in ogni caso però, le tracce nel fango non sono facili da riconoscere, perché possono confondersi spesso con quelle di grossi cani tartufai, volpi o cani randagi.
IMPRONTE SULLA NEVE: le tracce sulla neve sono molto comode da analizzare e anche molto evidenti; esse ci danno informazioni riguardo al branco: ci aiutano a scoprire il comportamento dei lupi, quanti lupi sono nel branco, il loro sesso ecc…
L’unico problema è che spesso non si riesce a capire il numero esatto di lupi presenti nel branco perché, camminano su linee rette, le tracce si sovrappongono.
RITROVAMENTO DI ESCREMENTI: sulla neve, ma anche sul terreno, spesso si trovano escrementi lasciati dal branco dei lupi.
Da essi possiamo capire il sesso del lupo e il numero di lupi presenti nel branco, la loro dieta e il loro comportamento. Gli escrementi hanno però anche un significato: i rifiuti solidi ad esempio, delimitano il territorio, mentre i rifiuti liquidi stanno a significare il sesso del lupo.
RITROVAMENTO DI RESTI DI CIBO: le carcasse abbandonate sono buoni indicatori. Si osserva ad esempio, il modo in cui la carcassa è stata mangiata: i lupi, mangiano le loro prede velocemente, praticandogli due fori sul collo. I “pasti” preferiti dai lupi sono: cinghiale, daino, muflone e capriolo (tutti ungulati).
Bisogna però precisare che i lupi non si “sognerebbero” mai di cacciare un cervo giovane, forte e in forma, loro mangiano solo carcasse e animali feriti.
Il lupo, fa una dieta a seconda del luogo in cui si trova e si nutre esclusivamente di specie in soprannumero: hanno quindi una funzione di regolatori, facendo sì che l’ecosistema sia equilibrato. Se l’ecosistema in cui vive non è influenzato dall’uomo, il lupo non si “sognerebbe” mai di attaccare villaggi.
Antonio, ci ha spiegato che la presenza del lupo è simbolo di un buon ambiente naturale e, i responsabili di molti parchi naturali affermano che nei loro boschi si trova il lupo, anche se in alcuni casi non è la verità.
ULULATI: non è molto fondata la leggenda del lupo che ulula durante la luna piena; è vero però, ha detto Antonio, che i lupi ululano con il muso rivolto verso l’alto.
Antonio, ci ha poi raccontato del “wolf-hauling”: attraverso un grande microfono, viene emesso l’ululato dei lupi; se si riceve una risposta da altri lupi, è ovvio che nella zona è presente il Canis lupus-lupus.
É molto interessante sapere che i predominanti del branco, scelgono posizioni sopraelevate, per ululare.
AVVISTAMENTI: sono molto importanti per capire se in un dato luogo vi è la presenza di lupi. lo stesso Antonio è un avvistatore, in particolare è un fotografo, ma molti volontari girano filmati e fotografano lupi e altri animali del bosco.
ALCUNE CARATTERISTICHE DEL LUPO APPENNINICO
Nella nostra Italia, si sta lavorando per cercare di “creare” un’unica sottospecie di lupo, il “lupo appenninico”, che riunisce tutti i lupi italiani. Il nome latino è ancora da stabilire.
Il lupo appenninico deve avere il dietro delle orecchie di un color mattone e macchie nere che scendono sulle zampe.
Alcuni lupi possono avere macchie bianche sugli occhi, somiglianti a sopracciglia.
Tra i lupi vige una gerarchia molto rigida; all’interno del branco troviamo un predominante e alcuni sottomessi: il predominante è il lupo più importante, basti pensare che in caso di scarsità di cibo egli solo mangia; la femmina è sempre fedele al suo lupo ma il maschio le cammina sempre dietro.
I lupi si nutrono prevalentemente di ungulati e ogni branco ha il suo tipo di preda a seconda del territorio (il branco di Montesole ad esempio, si nutre prevalentemente di mufloni).
I lupi allenano i loro piccoli alla caccia vicino alle tane dove vi sono i resti e le carcasse, e passano la maggior parte delle giornate al sole, per ricaricarsi per la notte.
I lupi appenninici possiedono i denti ferini, ai lati dei canini, che servono a tranciare ossa e tendini. In ogni branco italiano, possiamo trovare almeno un lupo nero: è il capostipite del branco e quando nasce viene cacciato e va in cerca di una lupa per formare un proprio branco. Il lupo nero che viene cacciato dal branco “madre”, è detto “errante”.
LE PERSECUZIONI DEI LUPI
Le leggende e le favole, hanno da sempre dato un’immagine sbagliata del lupo: proprio per questo, il lupo deve sopportare alcune persecuzioni inflittegli dall’uomo; a volte per paura, ma a volte l’uomo desidera la pelliccia dello stesso lupo.
Le persecuzioni più “comuni” sono:
*Bocconi avvelenati;
*I “lupari”, persone pagate dai pastori per eliminare i lupi;
*Gli automobilisti spericolati;
*Le tagliole;
*Il bracconaggio ecc…
Alla fine dell’incontro, attraverso alcune documentazioni, Antonio, ci ha mostrato attraverso una serie di foto e filmati, una sua personalissima esperienza nel bel mezzo di un branco di lupi che in pratica “ronzavano” intorno a lui.
E’ stato spettacolare vedere che in mezzo a questo branco di lupi vi erano cervi e daini che andavano a disturbare i lupi che dormivano.
Abbiamo ascoltato anche una piccola clip che riproduceva un insieme di ululati bellissimi.
L’incontro è stato molto interessante, e ho scoperto molte cose che non sapevo.
Il signor Iannibelli è venuto gratuitamente e volontariamente a spiegarci qualcosa sul lupo, ha fatto quindi un servizio utile e piacevole.
Devo dire che ero, come penso molti altri, molto impaurito all’idea del lupo, ma Antonio, attraverso prove visive e scientifiche, è riuscito a cancellare questa mia paura.
Sono rimasto colpito dalle bellissime immagini presentate in modo magistrale, che sono riuscite a rendere migliore la già interessante esposizione.
IL LUPO VA A SCUOLA
Di Viola Guazzarini
Un fotografo, Antonio Iannibelli, mercoledì 15 Novembre 2006, è venuto a parlarci del lupo dell’Appennino bolognese.
Il lupo, vive in ambienti selvaggi ma con grosse difficoltà, perché essendo molto temuto dall’uomo viene perseguitato. In realtà, quando è presente un lupo, vi è un perfetto equilibrio tra gli animali costituenti la fauna del territorio.
Nella catena alimentare, il lupo è in cima alla piramide: è un super predatore, insieme all’aquila. Nella dorsale appenninica si trovano 3 branchi stabili di lupi, ognuno con il proprio territorio. Il primo branco vive nei pressi del parco regionale Corno alle Scale ; lì sono nati i cuccioli che hanno formato i branchi di Montesole e Brasimone.
Di solito, in ogni branco ci sono 3 o 5 lupi. Possono raggiungere il numero massimo di 9 lupi se nascono i cuccioli. Per scoprire se in un dato territorio c’è la presenza di lupi, si osserva il suolo, se ci sono impronte, se ci sono resti di cibo o carcasse abbandonate e se si sentono ululati.
Il lupo si muove nel territorio analizzando gli odori, infatti hanno un fiuto molto sviluppato. Anche quando piove è possibile trovare tracce di impronte di lupo; molto spesso su sentieri o strade asfaltate o vicino a fiumi, sorgenti o torrenti. E’ sempre molto difficile essere sicuri che si tratti di Canis Lupus Lupus, infatti un grosso cane lascia impronte molto simili. Anche la neve è un fattore importante per la scoperta di un lupo, infatti essa mette alla luce tutti i movimenti degli animali: è possibile stabilire quanti sono i lupi, le loro dimensioni e il sesso.
Il passo del lupo è lungo fino a 85 cm, e le impronte si sovrappongono sempre.
Quasi tutti i dati riguardo il lupo, però, si ottengono dalle feci, infatti il materiale fecale si conserva meglio per le analisi.
Esse possono indicarci la dieta, l’età e il sesso del lupo. Anche le carcasse di animali abbandonate sono dei buoni indicatori, perché se la preda presenta dei fori sul collo ed è priva di viscere, è molto probabile che sia stato un lupo a consumare la preda.
Il lupo è uno “spazzino”, infatti le sue prede sono soprattutto animali morti, feriti, vecchi o ammalati. Le prede più apprezzate dal lupo sono il cinghiale, il daino, il capriolo, il cervo ed il muflone.
I peli che si trovano nelle carcasse abbandonate, determinano l’età della preda, che solitamente è anziana.
I lupi hanno una gerarchia molto rigida: sono severi con i sottomessi e fedeli per sempre alla propria compagna e al branco. I lupi adulti, quando nascono i cuccioli, portano i resti della preda che hanno mangiato nella tana, per insegnare ai cuccioli a procurarsi il cibo da soli e a riconoscere gli odori.
In un branco, se il cibo scarseggia, mangiano solamente i più forti, per ridurre il gruppo, ma non estinguersi mai.
Alcune caratteristiche del lupo appenninico bolognese:
*Colore di pelo rosso mattone dietro le orecchie
*Macchie nere che scendono verso le zampe anteriori
*Macchie color panna sugli occhi
*In ogni branco c’è almeno un lupo nero
I lupi neri solitamente non si fanno mai vedere, infatti sono molto “rari”.
Il lupo nero, non potendo mimetizzarsi come gli altri lupi, è costretto a stare nascosto fino a sera, quando esce allo scoperto e caccia liberamente essendo poco visibile di notte. Non è vero che i lupi ululano alla luna, ma certe volte può succedere, e ululano in qualsiasi posizione. In più, i dominanti, solitamente, scelgono posizioni elevate per ululare.
Per registrare gli ululati dei lupi, si usa il wolf-howling, cioè mandare degli ululati registrati per vedere se c’è risposta da parte di qualche animale. Purtroppo il lupo è molto perseguitato con taglie e bocconi avvelenati.
Il lupo, però, ha dovuto imparare ad adattarsi ad essere temuto dall’uomo.
Foto di Antonio Iannibelli e Fabbri Renato
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