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Ho giocato con i lupi

Il sogno che diventa realtà, una fresca mattina di fine estate a Monte Sole

Di Antonio Iannibelli

Personalmente ho potuto verificare che durante l’estate è molto più difficile rintracciare i lupi e i motivi possono essere diversi. A parte giornali e telegiornali, soprattutto quelli locali, che non avendo molto da dire si accaniscono ad ingigantire le notizie di qualche predazione, gli animali sembrano svaniti nel nulla. E’ sopratutto in questo periodo che vengono scritte le cose più assurde sui lupi, essendo alcuni giornalisti incompetenti in materia.
Cito solo un esempio; ‘sbranato capriolo in centro’ era il titolo di un noto giornale bolognese, leggendo fino in fondo il centro era quello di un piccolo borgo (Panico) di seconde case spesso chiuse e che la carcassa del presunto capriolo si trovava sulla strada asfaltata vicino ad alcune case rurali.
Nel sopralluogo che ho potuto fare personalmente ho notato che si trattava di un daino e che non vi erano affatto tracce di lupi, anche se non si può escludere un attacco lupino è invece probabile che il povero daino sia stato investito da un auto e poi trascinato da qualche cane vagante nella strada.
Ma a molte persone il titolo a grandi lettere ha fatto subito pensare al lupo che arriva in centro del proprio paese e che può sbranare chiunque. Al giorno dopo qualcuno già parlava di lupi in centro a Bologna.

Per quanto riguarda invece la ricerca sul campo ecco alcune considerazioni, nel periodo estivo il branco è impegnato ad allevare i cuccioli, che restano ancora nella tana, e sono più prudenti del solito.
Infatti l’accoppiamento dei lupi sulle colline bolognesi avviene verso la fine di febbraio e i primi giorni di marzo e i piccoli nascono dopo circa due mesi a primavera inoltrata. Ma è anche difficoltoso trovare tracce per via del terreno asciutto e per le persone in giro per i boschi che in questa stagione sono più numerose. Anche i giovani dell’anno precedente vengono allontanati dal branco e molti di loro muoiono ancora prima che arrivi il grande caldo.
Marcare il territorio durante la fase di allevamento dei cuccioli appare poco utile e non si trovano escrementi neanche nelle zone storiche di marcamento, mentre si possono trovare raramente deiezioni in zone inaspettate e mai usate prima. In questa stagione anche gli ululati vengono utilizzati eccezionalmente, il branco è sempre unito intorno alla tana ad accudire i cuccioli. Se aggiungiamo che le grandi prede del lupo si spostano in ambienti più selvaggi e più umidi ci rendiamo conto che le possibilità di incontro si riducono notevolmente.
E cosi passano mesi interi senza che i lupi si facciano vedere, sembrano addirittura scomparsi. Ma per i più fortunati già alla fine di agosto l’incontro con i nuovi cuccioli può arrivare inaspettato. Vi racconto quello che mi è successo solo un anno fa:

Sabato 8 settembre 2007 ore 21. 32 con un sms Maurizio Serrazanetti mi scrive: “Monte Sole: ho appena incrociato 2 cuccioli di lupo! Bellissimi!”.

Con questo breve messaggio finalmente iniziamo ad avere notizie certe dopo che per tutta l’estate il branco sembrava sparito nel nulla. Maurizio mi ha poi spiegato che l’incontro era avvenuto al buio davanti alla macchina, mentre rientrava da una escursione fotografica al bramito del cervo. Aveva notato il muso di un piccolo canide che si affacciava timidamente dalla siepe, lungo la stradina asfaltata che attraversava il parco, ha rallentato pensando ad una volpe ma ha visto uscire uno dopo l’altro i due cuccioli subito rientrati nel bosco dalla parte opposta.
Questi pochi secondi sono bastati per riempire di gioia i nostri cuori, far riaccendere la speranza di incontrare il branco e ottenere qualche immagine dei cuccioli per documentare il lieto evento.
Ma soprattutto ci danno la conferma ancora una volta che il branco ormai stabile, si riproduce regolarmente e che gli abitanti di questo storico posto ben accettano la loro presenza.

Per due lunghi giorni nessuna notizia, salvo aver imparato il giorno 11 che alcune guardie della provincia di Bologna avevano captato un ululato nella stessa zona. Ed è proprio il giorno 11 settembre 2007 (data indimenticabile per gli attacchi terroristici negli Stati Uniti) che al mattino di buon ora esco con la speranza di poter togliere dalla mia mente gli orribili ricordi.

Appena lasciato l’auto risalgo un pendio per 50 minuti circa, qualche debole bramito attira la mia attenzione cerco di vedere i cervi, ma nel campo incolto dove avevo visto gli ungulati qualche giorno prima osservo alcune sagome di canide che si spostano verso il bosco, sono almeno quattro. Inquadro con il binocolo e posso distinguere due lupi.
Emozionato preparo la mia attrezzatura fotografica e mi posiziono ben coperto tra i cespugli che separano i campi falciati da poco, riesco a ottenere alcune foto nonostante la scarsa luce, la lontananza e il movimento dei soggetti. Si tratta proprio dei due cuccioli già avvistati con la loro famiglia.
Poi gli animali scompaiono dalla mia visuale e dopo circa 10 minuti mi accorgo che sono apparsi di nuovo nella radura alle mie spalle. Anche da qui posso fare molte fotografie questa volta con più luce e a distanze anche ravvicinata.
I due giovani lupi incuriositi della mia presenza si avvicinano fino a fiutare i miei scarponi. Difatti mi accorgo che nel campo ne vedo uno solo e non riesco a capire dove sia finito l’altro finche non sento muovere l’erba sotto al cavalletto, era venuto a fiutarmi da vicino. Se non altro fino alle ore 8 posso godere della loro presenza e fare diversi scatti, poi mi viene il dubbio che i giovanissimi lupi non possono essere soli.
Penso che gli adulti prima o poi verranno a chiamarli oppure sono poco distanti e controllano che non corrano nessun pericolo, ma la voglia di sapere cosa fanno è più forte di me. L’unico modo per farlo è cercare di comunicare con loro, provo cosi a emettere un ululato con la speranza di ricevere una risposta, infatti al terzo tentativo un coro di canti lupini allietano il mio udito. Si trovano a circa 100 metri da me nel costone di fronte tra la fitta boscaglia e grandi alberi sempreverdi.

Solo a casa mi rendo conto della magnifica opportunità e per tutta la notte gli ululati sono stati compagni dei miei sogni.

12 settembre 2007

Al mattino seguente ho appuntamento con Maurizio alla stessa ora nello stesso posto, ma purtroppo lui non riesce ad arrivare. Mi sistemo ben nascosto tra gli stessi cespugli del giorno prima e appena la luce del nuovo giorno illumina l’ambiente posso vedere con il binocolo ancora l’intero branco, sono almeno sei ma non riesco ancora a fare nessuna foto per la luce troppo debole.
Quando finalmente la mia macchina fotografica riesce a scattare però il branco si sta già spostando verso il bosco. Ottengo solo alcune foto con un tempo di scatto molto lento (1/20 di secondo a 3200 ISO con il 500mm F4,5).
L’emozione è forte ma vedere scomparire tra i cespugli anche l’ultimo cucciolo mi fa temere di non poter più ‘giocare’ con loro. Invece dopo pochi minuti riappaiono nel campo alle mie spalle due cuccioli, immobili con lo sguardo rivolto a levante dove le nuvole incominciavano appena a colorarsi di rosa.
Poi forse spronati dal resto del branco e sicuri di non correre nessun pericolo iniziano un gioco frenetico fatto di corse, guizzi, salti e rotolate sulla schiena. Posso godere di questa esibizione solo in parte con il binocolo, in quanto alcuni grandi alberi coprono la mia visuale e di tanto in tanto entrano nei cespugli.

Ma quando la luce finalmente mi consente di fotografare i due cuccioli decidono di venire a giocare molto più vicino nel campo falciato da poco. Il divertimento continua per almeno 20 minuti, e quando finalmente si accorgono della mia presenza, forse solo per aver sentito il clic degli scatti, sono già a pochi metri e non riesco più a mettere a fuoco (il mio teleobbiettivo ha una messa a fuoco minima di 4 metri).
La curiosità è forte anche tra i giovani lupi, hanno tentato di trascinarmi nei loro giochi per capire che razza di strano animale avessero di fronte. Naturalmente sono rimasto immobile, seduto dietro al cavalletto e alla macchina fotografica, coperto dalla rete mimetica a formare un unico corpo.
Forse a loro apparivo come un cespuglio con un grande occhio e con qualche tic di troppo. Il clic del pulsante di scatto, il debole rumore del sistema di messa a fuoco e gli spostamenti meccanici della testa del cavalletto attiravano la loro attenzione e si sono avvicinati fino a sfiorare i supporti del treppiede.

La voglia di mettermi a gattoni ed entrare nei loro giochi era fortissima ma ancora più forte la paura di interrompere l’incantesimo che invece mi tratteneva immobile nascosto nel mio riparo. Ero affascinato da tutto questo e mi sentivo coinvolto al punto da non sentire più il mio corpo, di giocare come in un sogno nel grande prato, rotolando, saltando e ringhiando con i due cuccioli che insieme a paura e piacere si lasciavano andare a giochi ancora più sfrenati.
Una folata di vento, il rumore di un ramo spezzato e un raggio di sole che entra dai piccoli fori interrompono la lunga suggestione, ma loro ci sono ancora. Poco più in là posso vederli nell’erba alta a fiutare ogni cosa, ignorando completamente la mia presenza, poi il più grande decide di proseguire nel bosco e l’altro ritorna sui suoi passi a fiutare ancora la mia presenza e dirigersi dalla parte opposta.
Sono quasi le 8 un sms di Maurizio mi avvisa che si trova sulla collina di fronte in buona posizione per vedere cosa accade nei campi vicino a me e controllare un ampio territorio, ma ormai i lupi sono rientrati nel bosco e lui non sa nulla di quello che è accaduto.

Dopo poco i cuccioli si rifanno vedere al bordo del bosco mentre giocano con una zampa di daino, trascinata nel campo in bella vista, solo pochi minuti e uno dei due si sottrae alla vista, mentre il secondo si accuccia nell’erba a rosicchiare l’osso. Passano lunghi minuti e nulla sembra accadere, con l’aumentare della luce e della temperatura gli animali restano immobili coperti dal fitto del bosco.
Poi gli ululati del branco richiamano anche l’ultimo giovane che distrattamente era rimasto allo scoperto.

13 settembre 2007

Ancora i cuccioli sono nella zona, non ci sono dubbi si tratta di un rendez-vous che il branco usa da diverso tempo. Sono ormai 6 giorni che il branco si trova in questo habitat e certamente anche la loro tana non è distante da qui, visto che i cuccioli nati da circa 5 mesi conoscono perfettamente il territorio e ci giocano spensierati. Penso che ormai anche la mia presenza non rappresenta più un pericolo e che posso permettermi di incontrarli senza difficoltà, almeno spero.
Fino al 18 settembre i giovani lupi sono in zona, osservati e ripresi con telecamera da Andrea Dal Pian.
Dopo un intero anno decido finalmente di mettere insieme gli appunti e ordinare le mie foto per questo articolo che rileggendolo mi fa rivivere un evento che dubito mi potrà capitare di nuovo.
Ma la speranza è sempre l’ultima a morire.

In allegato una selezione di foto delle diverse centinaia che ho realizzato ai cuccioli del branco di Monte Sole, si tratta di un maschio ‘Sole’ e di una femmina ‘Serana’ che spero di poter rincontrare presto.

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