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Video per lupi

Le abitudini del lupo Appenninico sulle Alpi svelate da un grande reporter di natura

 

Di Antonio Iannibelli

 

Foto da video di Stefano Polliotto



Come abbiamo avuto modo di dire, più volte in passato, ottenere documentazione sulla vita dei lupi selvatici costa molta fatica e soldi ma soprattutto bisogna avere nel sangue grande passione e spirito di avventura. Altre doti che non possono mancare mai sono la pazienza e la tenacia, un buon allenamento fisico e tanta fortuna.
Questa ultima pero spesso ci dà una mano ma per incontrarla bisogna già avere le qualità che si diceva sopra e attrezzarsi per averla nel posto giusto al momento giusto, qualcuno pero diceva che “chi si affida alla fortuna di solito e sfortunato”. Anche mio nonno mi diceva “Aiutati che Dio ti aiuta”, insomma la fortuna ci assisterà se abbiamo adeguate conoscenze, adatte attrezzature e soprattutto se al mattino ci alziamo di buon ora e sappiamo già dove andare.
Bisogna quindi sapere prima abitudini e territorio frequentato dagli animali, altrimenti le probabilità di incontro sono scarsissime e anche se la fortuna ci assiste difficilmente possiamo realizzare immagini.
Quando qualcuno osservando i nostri lavori ci dice che è solo una questione di ‘fortuna’ vuol dire che non sa quasi niente sulle difficoltà di incontro e di ripresa dei nostri amici selvatici. Altre volte invece ci sentiamo dire “ma voi siete soprattutto dei tecnici” nel senso che conosciamo bene attrezzature e tecniche di riprese e questo già va un po’ meglio ma naturalmente non basta, per ottenere buoni risultati bisogna avere una giusta conoscenza sopratutto degli animali e del territorio.

Ma in questo speciale vorrei parlarvi soprattutto di Stefano Polliotto e della vita del lupo sulle Alpi, vedi anche le foto allegate che sono state estratte dai suoi numerosi filmati. Si tratta di diverse ore registrate al grande predatore con momenti di particolari interesse, come gli ululati, i rendez-vous e le predazioni.

Anche con la telecamera le difficoltà sono simile alla fotografia, il peso e l’ingombro dell’attrezzatura, le scarse condizioni di luce, l’enorme home range del lupo e le condizioni meteorologiche sono le sfide più grosse da affrontare.
In ambienti cosi estesi con molte difficoltà a spostarsi e con temperature rigide per tutto l’anno la telecamera e un buon binocolo, sono i mezzi più adeguati per rintracciare e riprendere i selvatici.

Bisogna prima di tutto trovare le tracce, impronte e escrementi, poi con il binocolo da postazioni favorevoli bisogna cercare di individuarli. Anche gli ululati indotti possono aiutarci a rintracciarli ma se non sappiamo dove si trovano gli animali diventano inutili.
I lupi si possono vedere sopratutto se si trovano sulla neve, dove la loro sagoma viene facilmente individuata anche a lunghe distanze, mentre tra le rocce si mimetizzano alla perfezione e se restano immobili diventano invisibili.

Nonostante tutto Stefano ha documentato con grande competenza il ritorno del lupo sulle alpi e le sue abitudini. In particolare possiamo vedere che qui il lupo appenninico, a differenze dei suoi simili che vivono nel resto d’Italia, frequenta quasi sempre luoghi aperti senza vegetazione oltre i 2000 metri e che per molti mesi all’anno sono coperti neve.
Anche durante il riposo i lupi che vivono in questi ambienti sono spesso accucciati sulla neve, in ambiente appenninico o collinare invece non vediamo quasi mai questo comportamento. Sembrerebbe non molto conveniente questo modo di fare, per non essere affatto mimetizzato e facilmente individuato, ma la scarsa presenza e le difficoltà a spostarsi degli uomini in queste montagne non crea grossi problemi.

Qui gli animali si radunano nei rendez-vous che sono situati sempre in zone elevate dove possono controllare a vista gran parte del loro territorio e possono contare sul loro agile trotto anche sulla neve.
Solo durante la caccia scendono a quote più basse tra i boschi e le radure dove vivono in abbondanza camosci, cervi, caprioli e cinghiali. In queste zone di caccia Stefano ha sorpreso un branco, di sette esemplari, mentre si ciba su una carcassa di cervo maschio adulto. Anche il cervo è tornato ad abitare le Alpi in modo stabile ed è soprattutto nella stagione degli amori quando i maschi adulti sono stremati che il lupo può trovare facili prede.

Osservando i lupi Stefano ha potuto filmare anche altre bellezze di questo affascinante ambiente naturale ed ha realizzato un documentario ‘Sua maestà il cervo’ che comprende la maggior parte degli animali alpini.
Come molti appassionati anche Stefano però non viene apprezzato adeguatamente nel nostro Paese ed ha venduto gran parte delle sue riprese all’estero, sono infatti in vendita documentari video in Svizzera e Francia, e presto pure sulle tv a pagamento.

Stefano Polliotto:
Ho conosciuto Stefano diversi anni fa quando ad un convegno sul lupo nel parco del Gigante ho comprato un libro sul lupo che non conoscevo, si intitola;
Il ritorno del lupo nelle valli torinesi, editrice LUNANUOVA cooperativa di giornalisti un libro che mi ha colpito solo per il titolo in quel momento ma appena letto ho scoperto che si trattava di un bellissimo documentario sul vero lupo appenninico (per lupo vero intendo il lupo selvatico che vive nel suo habitat in assoluta libertà), curato da Massimiliano Borgia e arricchito dai lavori di diversi ricercatori ma quello che risultava ancora più interessante erano le numerosi immagini che accompagnavano i testi.
Appena ho capito chi era l’autore ho fatto una breve ricerca e sono andato a cercarlo, dal 2003 con Stefano abbiamo fatto molte ricerche insieme anche nelle Alpi.

Stefano Polliotto e nato a Porte di Pinerolo, in provincia di Torino, dove vive con la sua famiglia, le sue ricerche si svolgono in gran parte nella val Chisone e la val di Susa. Frequenta queste montagne fin da bambino quando seguiva con interesse suo padre, appassionato cacciatore.
Le sue riprese sono importantissime per aver documentato per primo il ritorno del lupo nelle alpi e per aver scoperto abitudini di vita sconosciute del grande predatore.
Ho ricevuto in dono i filmati integrali di Stefano e ho potuto vedere in anteprima comportamenti del lupo che non avevo mai visto, per entrambi abbiamo potuto arricchire le nostre conoscenze che mettiamo a disposizione anche dei nostri lettori.

In uno dei suoi filmati, per esempio, si può vedere come un lupo adulto cerca il contatto con il branco abbaiando come un cane domestico, solo dopo vari tentativi riceve la risposta dal branco e inizia anche lui a ululare come un vero lupo.
Sono comportamenti difficili da comprendere, se ci capita di sentire abbaiare, soprattutto nell’ululato indotto Wolf hauling, è difficile attribuire il richiamo al lupo ma con un filmato che possiamo rivedere all’infinito si possono comprendere meglio anche i comportamenti individuali.
Se consideriamo che Stefano realizza le ricerche sulle Alpi anche oltre i 2.500 metri, dove la neve è presente per almeno 6 mesi all’anno, ci rendiamo conto che si tratta veramente di un grande tesoro da non sprecare.
Vi propongo solo alcuni scatti tratti dai suoi numerosi filmati e vi consiglio di leggere il libro sopraccitato e se riuscite a trovarlo anche il video pubblicato dal Parco della Val Troncea con lo stesso titolo.

Altri due amici collaboratori dispongono di documentari, video e fotografici, altrettanto importanti;

Andrea Dal Pian:
Molto più lunga la partecipazione di Andrea che ha dato un grande contributo sin dalla nascita di provediemozioni. Andrea è bolognese e vive ai piedi degli appennini dove realizza riprese video e fotografiche soprattutto agli ungulati, il ciclo completo della vita di cervo, daino, capriolo e cinghiale, ma seguendo questi animali incontrare i lupi diventa relativamente facile.
Andrea conosce bene il territorio della provincia di Bologna e non perde occasione per riprendere gli animali selvatici che ci vivono, ha realizzato importanti filmati che comprendono abitudini di vita selvaggia fino ad oggi sconosciute.

Fabbri Renato:
Anche Renato vive sugli Appennini bolognesi con la sua famiglia e lavora nella propria carrozzeria. I visitatori di provediemozioni già conoscono Renato per i tanti lavori pubblicati, primo fra i reporter italiani a filmare la presenza di un lupo nero all’interno di uno dei branchi che vivono nella provincia di Bologna.
Tutti quanti noi avevamo sentito parlare di lupi neri ma non esistevano documenti che potessero documentarne la presenza, vedi anche lo speciale Il lupo nero non è un mito. Renato abita nel territorio di questo branco all’interno del Parco dei due laghi di Suviana e Brasimone ed e forse avvantaggiato per questo ma come abbiamo potuto più volte verificare il lupo nero si fa vedere raramente.
Comunque il suo documentario a dato lo spunto ad approfondire le ricerche che ci ha permesso di scoprire altri lupi neri anche nelle regione vicine. Il suo breve video e le numerose immagini del lupo nero sul branco del brasimone restano un documento unico sulla conoscenza del lupo appenninico.

Sono un grande tesoro i lavori svolti dai volontari, e la ricerca ufficiale nel nostro Paese attinge notizie importanti ma quasi mai comprende lo sforzo, la passione e la professionalità che ognuno dedica alla propria passione. Molti enti non possono operare sul campo soprattutto perchè non sono finanziati adeguatamente (purtroppo la ricerca in generale non ha fondi sufficienti figuriamoci la ricerca sul lupo) penso che farebbero bene a prendere in seria considerazione la collaborazione degli appassionati di natura come noi.

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