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Il branco del Brasimone

Di Antonio Iannibelli e Fabbri Renato



Tra il parco storico di Monte Sole e il parco del Corno alle Scale, in provincia di Bologna, si trova il Parco Regionale Laghi Suviana e Brasimone, un posto fantastico con molti boschi, sorgenti, radure, coltivi, boscaglia e montagne.
All’interno di questo luogo si trovano due bacini artificiali, quello del Brasimone e quello di Suviana che anche l’uomo frequenta praticando diversi sport acquatici e vi produce energia elettrica; l’abbondanza d’acqua rende questo luogo attraente dal punto di vista paesaggistico e ricco di animali selvatici. La maggior parte del territorio è coperto da faggete e vecchi castagneti a fustaia, e situato tra gli 800 e i 1200 metri sul livello del mare, localizzato nel comune di Camugnano.
In questo ambiente i lupi hanno trovato il loro habitat ideale, un branco che si è formato una decina di anni fa, da giovani proveniente dall’Appennino Tosco Emiliano, frequenta ormai in modo stabile l’intero territorio. La presenza del grande predatore è dovuto senz’altro alla contemporanea esistenza di molti ungulati, il cinghiale, il cervo, il daino, il capriolo e negli inverni più rigidi anche da mufloni che scendono, dal vicino Parco del Corno Alle Scale.
Sappiamo bene che la fonte primaria di cibo del lupo sono gli ungulati selvatici e qui soprattutto cervo è cinghiali sono veramente tanti. Non è difficile girando per i boschi trovare carcasse di cinghiali, specialmente dopo le battute di caccia, e di cervo in particolar modo nella stagione degli amori. In un ambiente cosi ricco di prede il lupo è veramente necessario e la sua funzione di ‘spazzino’ viene svolta egregiamente. Inoltre da questo branco non abbiamo mai avuto notizie di attacco a animali domestici, che per la verità sono anche molto pochi in questo parco.
Le tracce dei lupi nel territorio sono moltissimi e gli avvistamenti veramente tanti considerando naturalmente la diffidenza dei carnivori e la grande copertura vegetale del territorio, anche gli ululati spontanei sono abbastanza frequenti, ecco alcuni date più significative che hanno dato vigore alle nostre ricerche:

Durante i censimenti al bramito, che l’INFS ( Istituto Nazionale della Fauna Selvatica ) ogni anno organizza, del 29 settembre 2003 sono stati sentiti gli ululati spontanei di diversi esemplari da 4 postazioni contemporaneamente.

Uno dei nostri più attivi collaboratori, Fabbri Renato, che abita nel territorio del parco ha avuto la possibilità di incontrare tante volte i componenti del branco e in particolare ha fatto delle belle foto in due incontri tra novembre e dicembre 2004. Ha inoltre realizzato un filmato, l’11 novembre 2005, di straordinaria importanza riprendendo tre componenti in pieno giorno con il magnifico esemplare nero dominante del branco.

Al sottoscritto invece è capitato solo in tre occasioni di incontrare i lupi di questo branco, il 5 marzo 2004, un solo esemplare che camminava con difficoltà nella neve alta e tenera, domenica 7 marzo 2005 realizzando diverse foto sulla neve ( vedi foto e appunti ), e sabato 10 dicembre 2005 senza poter fare però nessuna foto.

Anche questo branco come in tutto il nostro paese è composto mediamente da 5 esemplari, abbiamo potuto accertare la presenza di almeno 7 individui in concomitanza della presenza di nuovi cuccioli e visto anche solo 3 esemplari durante gli inverni più rigidi.
Di seguito le note più significative:

Giovane lupa intrappolata in un pozzo al Brasimone

 

Il lungo inverno continua a mettere difficoltà anche i grandi predatori



Sabato 6 marzo 2005:
La lupa, che percorreva la strada nei pressi del bacino del Brasimone, all'arrivo dello spazzaneve era scappata senza accorgersi che tra la neve si trovava un pozzo di scolo. Il buco profondo circa due metri era stato scoperchiato dallo stesso spazzaneve e la povera lupa si è trovata impossibilitata ad uscirne. La strada coperta da oltre un metro di neve era seguita presumibilmente anche dagli altri componenti che però sono riusciti a dileguarsi in tempo. Subito, scattato l'allarme sono arrivati sul posto le guardie provinciali, gli esperti locali e alcuni volontari che hanno soccorso la malcapitata. ( Vedi foto ) Per l’occasione la giovane lupa è stata munita di radiocollare satellitare, lo stesso che fino alla morte era stato portato da "Ligabue", speriamo che alla lupa ‘Isabel’ porti più fortuna. Come sapete Il giovane lupo "Ligabue" il suo codice è "M15" era stato soccorso sulla tangenziale di Parma, circa un anno fa, poi rilasciato e in breve aveva raggiunto la Francia, ma la sua vita è finita di recente nelle montagne piemontese.

Aspettando Isabel

 

Incontri inaspettati nella neve



Domenica 7 marzo 2005:
Dopo il salvataggio della giovane lupa e le necessarie visite è gia tutto pronto per poterla rilasciare nel suo territorio, Isabel (cosi è stata chiamata dai primi soccorritori) è stata munita anche di un avanzatissimo radiocollare satellitare in grado di inviare segnali per lunghi periodi.
Tra gli esperti che si occupano dell’operazione ci sono anche le guardie provinciale della provincia di Bologna, che mi concedono la possibilità di fare qualche foto per documentare l’evento. Ma la notizia deve avere fatto il giro del mondo in meno di un secondo e nella località dove Isabel doveva essere liberata si è formata una fila di macchine con tanti spettatori.
Decido allora di allontanarmi sulle colline vicine ma quando esco dalla strada mi rendo conto che andare avanti in un metro di neve abbastanza morbida è molto difficile. A fatica comunque conquisto una posizione più elevata che mi permette di osservare alcuni campi incolti e i margini dei boschi vicini.
E’ già mezzogiorno non riesco da qui a vedere quando la lupa sarà liberata, allora aspetto con la speranza che dopo il rilascio forse attraverserà i campi e che potrò fare qualche foto. Anche se sono in piedi sulla neve il clima primaverile e il paesaggio innevato mi fanno godere di uno spettacolo inaspettato. Sono completamente immerso nella natura che quasi non mi accorgo della presenza di un lupo. Sta attraversando lentamente un campo a circa 400 metri da me e appena posso inquadrarlo nel binocolo noto che si tratta di un bel esemplare adulto di lupo appenninico, provo subito a scattare alcune foto mi accorgo pero che è veramente troppo lontano. Intanto gli organizzatori saputo della grande quantità di persone presenti sul posto e delle difficoltà che si erano create anche per spostarsi con le macchine decidono di cambiare programma. La giovane lupa è stata rilasciata in una località vicina, alla presenza di pochissimi esperti ed è stato realizzato un filmato con la promessa che sarà disponibile sulla rete. Bravi, a tutti coloro che hanno collaborato a questa operazione hanno dimostrato grande professionalità e accontentati tutti, uomini e animali. Quando le persone giuste occupano il posto giusto si può fare bene e subito, il branco ringrazia per la rapidità dell’operazione e il pronto ritorno di Isabel.

Novembre 2005 al Brasimone



Per tutto il mese il territorio del branco e stato frequentato da moltissimi ungulati soprattutto cervi in un solo giorno ne abbiamo contati ben oltre 200 esemplari ma possiamo affermare che sono un nucleo di almeno 300. Naturalmente anche se in numero più basso erano presenti anche cinghiali daini e caprioli, con tutto questo ben di Dio i nostri amici lupi si sono lasciati osservare oltre ogni nostra aspettativa. In pratica i lupi seguono molto da vicino il branco più numeroso dei cervi ripercorrono gli stessi trottoi con la speranza di trovare animali morti o in difficoltà. Questo autunno non hanno dovuto faticare molto a procurarsi il cibo infatti sono stati diversi i cervi adulti trovati morti da noi stessi. Non possiamo dire quanti sono stati catturati ma possiamo ipotizzare pochi visto anche il numero ridotto del branco lupino, abbiamo comunque sufficiente documentazione che sono soprattutto i giovani cerbiatti a essere predati ma questo soprattutto a fine primavera e in estate.
Sappiamo anche che i 5 lupi dell’anno scorso si sono ridotti a soli 3 individui, dopo l’incidente di ‘Isabel’, la giovane salvata e munita di collare satellitare, a deciso di fare vita solitaria in un territorio vicino, questo e quanto possiamo ipotizzare dai segnali inviati dal suo collare satellitare (ma potrebbe aver trovato anche un compagno del suo stesso branco o del branco di Monte sole, stiamo a vedere).
Di certo sappiamo che attualmente il branco è formato di 3 esemplari di cui il famoso capo branco nero una bellissima femmina adulta e un giovane di circa tre anni. In questi anni abbiamo potuto raccogliere diversi escrementi, e molti dati che ci hanno portato ad escludere che anche in questo branco non ci sono ibridi e che si tratta quindi di un branco di vero lupo appenninico. ( Leggi anche lo speciale ‘lupo nero’ )

Sabato 10 dicembre 2005



Arrivato alle 6.00 nel parcheggio del Brasimone conto di arrivare in ‘zona lupo’ per le ore 7,00 ma la neve alta e morbida rallenta molto la mia marcia. L’alba tarda ma il riflesso del cielo sulla neve fa riflettere molta luce e non fatico a raggiungere la collina, oltre la quale posso osservare con facilità molti dei pascoli frequentati dagli ungulati e quindi anche dai lupi.
Appena il mio sguardo va oltre la collina intravedo una sagoma che entra nel bosco, penso a qualche cinghiale ma più vicino a me un lupo annusa distratto per terra e poco più a destra un altro cammina fiutando in una frugata di cinghiali. Sono in ritardo solo di qualche minuto all’appuntamento ma il capo anche questa volta ha fiutato la mia presenza ed sparito subito nel bosco.
Posso osservare invece per qualche minuto la Femmina e il giovane che sembrano impegnati a scovare qualche cinghiale e non si accorgono assolutamente della mia presenza. Ma prima che posso sperare in qualche foto sono già svaniti nel fitto del bosco.

Links utili:

Parco regionale laghi Suviana e Brasimone

INFS, Istituto Nazionale della Fauna Selvatica

 

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