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Per una breve presentazione ho utilizzato il testo di Luca che ha scritto nel 1999 a soli dieci anni. Con grande entusiasmo è riuscito a venire con noi nelle gole, divertendosi un sacco, poi quando è tornato a scuola gli è stato chiesto di descrivere il giorno più bello delle sue vacanze e ha scritto è disegnato quanto segue
Una gita meravigliosa nelle gole del Raganello
di Luca Iannibelli
Un giorno mio padre ha organizzato una gita in Calabria, nelle gole del Raganello dove bisognava attraversare le strette rocce nuotando come pesciolini. Eravamo in sei: io, mio padre, mio fratello, Edoardo, Gianmario e Mario.
Appena iniziato il percorso nel fiume abbiamo incontrato altri due ragazzi, che non lo conoscevano bene e dopo aver fatto amicizia con loro abbiamo proseguito insieme. La durata del percorso che mio padre ha deciso di farci fare è di sette ore, quasi come andare a scuola ma per me è stato uno spasso! Però mio padre mi ha spiegato che è molto pericoloso perché se scivoli o slitti contro le rocce ti fai male, ma li non c’è l’ambulanza e ci sono solo alcuni disinfettanti nello zaino! soprattutto bisogna calcolare bene il tempo per poter uscire dalle gole prima che diventi buio altrimenti bisogna stare li tutta la notte e fa molto freddo perché si hanno i vestiti bagnati. Queste gole sono state scavate dalla natura con l’acqua, il vento, la pioggia e il ghiaccio. E’ bellissimo, sembra un acqua park ma qui è tutto naturale; ci sono scivoli velocissimi di roccia levigata, tratti in cui bisogna lasciarsi andare, altri dove bisogna tenersi stretti alla corda per scendere e arrivare in acqua pian piano, perché sotto possono esserci dei sassi ed è pericoloso tuffarsi. Poi all’ora di pranzo ci siamo mangiati dei buonissimi panini preparati da mia mamma, che è anche molto preoccupata quando io vado nel Raganello perché dice che è pericoloso ma a me piace troppo e dopo un’ oretta siamo ripartiti per l’ultimo tratto.
Dopo tanti schizzi scivolate e tuffi siamo arrivati alla fine; sopra di noi si vede il ponte del diavolo e mio padre mi ha detto che è stato costruito cinquecento anni fa con pietre e terra e serve per poter attraversare le profonde gole a uomini e animali. Si deve poi ritornare alla macchina risalendo una lunga scalinata costruita apposta nella roccia, ero molto stanco ma mi sono divertito un mondo e questa è stata la mia gita preferita; alla fine però tutto lo spasso dei scivolini, mi ha distrutto i miei pantaloni infatti si erano formati dei grandi buchi.Un’altra volta mio padre e un suo amico, nelle gole hanno soccorso due ragazze che si erano sbucciati le ginocchia e le gambe, stava per diventare buio ma loro sono riusciti a portarle all’ospedale per farsi medicare.
Quelle due erano in costume però è meglio portare i vestiti lunghi perché è tutto roccioso e freddo, perché nelle gole non entra neanche la luce ed è quasi buio, infatti entra solo qualche raggio solo verso mezzogiorno. NON VEDO L’ORA CHE SI RIPETA QUESTA DIVERTENTE ESCURSIONE!!!
Considerazioni!
Questa sua descrizione è molto semplice ma utile per rendere l’idea, con i suoi amici lui descrive il Raganello come un acqua park, anch’ io sono d’accordo ma non bisogna però sottovalutare i pericoli. Prima di avventurarsi in una escursione nelle gole bisogna accertarsi delle buone condizioni meteorologiche e farsi sempre accompagnare da persone esperte, bisogna calcolare bene i tempi di percorrenza e uscire dal fiume sempre con molte ore di luce disponibili, in caso di bisogno quando è gia troppo tardi i soccorritori arriveranno solo al mattino dopo. Il pericolo più grande è quindi di restare nelle gole tutta la notte bagnati e senza viveri, è comunque sempre molto difficile prestare soccorso per i passaggi strettissimi tra le rocce e per le difficoltà di attraversare a nuoto le dighe che si formano in alcuni tratti. Le escursioni sono perciò limitate al periodo estivo quando le giornate sono più calde e più lunghe e anche l’ acqua sarà meno fredda del solito. |