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Elisabetta Grassi

Sono nata il 7 agosto 1973 a Bolzano. Vivo praticamente da sempre in un paradiso, l’Alto Adige, che è un susseguirsi continuo di vallate, cime, laghi e cascate incantevoli, popolate di una gran varietà di mammiferi, uccelli, insetti, pesci, ma anche fiori, bacche, funghi. Una provincia meravigliosa insomma, luogo ideale per dedicarsi alla fotografia naturalistica.    

Leggi nel blog Un picchio verde per amico curioso racconto di natura

 

Eppure per tanti anni ho semplicemente “passeggiato” per le mie montagne con superficialità,  guardando senza realmente osservare e camminando senza la consapevolezza dei miei passi, come se il miracolo della natura fosse una cosa dovuta e nemmeno tanto importante.

Questo fino a quando ho ricevuto in regalo il gioiello che tuttora utilizzo (Nikon D200 + obiettivo Nikon 300mm) e con passione e costanza grazie alla fotografia sto imparando ad ascoltare e comprendere l’incanto della Natura e in particolar modo dei miei “amici” animali. Quello che mi affascina della fotografia agli animali è l’idea che siano loro a dirigere il gioco..  è il fotografo che deve aspettarli..  loro “sentono”, capiscono, a volte ti guardano..  e nell’attesa impari a conoscerli davvero.  Attesa spesso molto lunga e molte volte, ahimè, anche infruttuosa. Ma è anche questo il bello!  L’amore per la Natura non si misura a numero di scatti, tutto è parte di questa mia meravigliosa esperienza, anche svegliarsi molto presto al mattino, camminare per ore in montagna, la neve che ti arriva ben oltre le ginocchia, il mio papà a farmi da guida esperta.. nel silenzio dell’alba e di un bosco che in certi periodi tiene lontani sciatori ed escursionisti , dalla nebbia sentire vicino il canto di due femmine di gallo forcello. Fermarsi, ascoltare, e tutto ad un tratto sentire anche il maschio.. è il periodo degli amori, si sta avvicinando  e improvvisamente esce dal bosco correndo verso il suo traguardo mentre sbatte le ali e canta..  la sua silouhette si riconosce perfettamente nella nebbia, è grande.. ed è ancora più grande perché si sta facendo bello per le sue femmine.  Puntare l’obiettivo.. niente. Riprovarci, poi ancora.. l’immagine non va a fuoco. L’autofocus è tradito dalla nebbia, è vero, ma anche il gallo stesso lo è, perché è a poco più di 20 metri da me. Io sono senza foto, forse domani qualcuno non crederà a quello che ho visto, ma io quell’immagine dentro di me la ricorderò per sempre. Per oggi niente scatti.. ma questa è Natura Vera, essere spettatore di una tale meraviglia è un’emozione unica nel suo genere e saperla apprezzare emozionandosi è un privilegio di pochi.

Per tutto ciò che mi sta regalando questo meraviglioso cammino devo ringraziare quelle che amorevolmente chiamo “le mie bestiacce” per essersi lasciate conoscere e affettuosamente immortalare dal mio obiettivo e il mio papà per avermi trasmesso - oltre alla passione per la natura - le sue preziose conoscenze fotografiche. Senza dimenticare naturalmente colui che mi ha dato l’opportunità di far conoscere le mie emozioni agli altri attraverso questo spazio, perché è pur vero che le storie personali sono fatte per essere vissute, ma avere la possibilità di raccontarle è qualcosa di più grande: Antonio,  grazie di cuore.

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