Quando è stato chiamato il numero della mia foto , quale vincitrice della sfida fotografica, ho avuto un momento di incredulità e la mia prima reazione è stata quella di richiedere una verifica del conteggio dei voti… Ci deve essere un errore di calcolo, mi sono detto, visto che in tanti anni di sfide fotografiche in Associazione, ero riuscito al massimo a sfiorare il podio, ma vinto mai!

Vabbè , lo ho considerato come premio alla carriera….Non nascondo comunque la soddisfazione per il risultato conseguito , tenuto conto dell’alto livello qualitativo di tutte le foto presentate di cui va reso merito sia a coloro che le hanno realizzate, ma anche a Daniele Corsini che col tema proposto, ci ha spinti non solo a riprodurre il soggetto insito nella opera di un grande fotografo , ma anche ad avvicinarci alla forza espressiva della foto stessa.

Cito la foto di Felicta Russo come esempio di fedele interpretazione del soggetto e di emozione visiva che la foto del fotografo di riferimento suscita nell’osservatore.

Per quanto riguarda la mia foto in B&N, essa si ispira ad una di Henri Cartier–Bresson che ha come soggetto un gruppo ordinato di tavolini di un bar senza avventori, ma con stralci di persone e biciclette in movimento , che fanno contrasto con la staticità dei tavoli deserti. Per avvicinarmi il più possibile a questa atmosfera di quiete , ma anche di vita del tempo passato, ho individuato la location del bar in Piazza Maggiore, ho dovuto aspettare che la giornata fosse nuvolosa o di pioggia ( altrimenti addio tavolini deserti..), in più che ci fosse comunque un passaggio ordinato di pedoni e biciclette rispettando il taglio e punto di ripresa della foto di Cartier e che i camerieri non mi intralciassero il lavoro con le ordinazione degli avventori seduti ai tavolini sotto il porticato del Palazzo del Podestà.
La foto doveva essere scattata a mano libera, scatto continuo, messa a fuoco manuale o AI Servo, obiettivo Canon focale 20mm f 2,8 per avere un angolo di campo adeguato.

Tutto questo ripetuto diverse volte per diversi giorni ad ore diverse….. Un quel brisa facil!!
Una volta scelta la foto ero solo a metà del lavoro. È seguito un attento lavoro di post produzione di “invecchiamento” della foto per rendere l’atmosfera tipo retrò , eliminare tutti gli oggetti di disturbo dalla scena ecc ecc… Infine sono seguite diverse prove di stampa per cercare di cogliere il giusto punto di colore seppia per rendere l’effetto retrò della immagine. Insomma un impegno notevole, ma che è stato molto istruttivo ed infine premiato. Meglio di cosi!?

Visto che la prossima sfida si terrà a fine settembre, la scelta del tema da proporre ha tenuto conto del periodo estivo e del fatto che tutti noi saremo in qualche posto a goderci le vacanze . Il tema è: FOTO di VIAGGIO

Da non intendersi come foto cartolina tipo persone sedute sotto l’ombrellone a Gabicce intenta a leggere Donna Moderna o la Gazzetta o in cammino con zainetto in spalla e bastoncino d’ordinanza e scarpe da trekking d’approccio in montagna a 850m! La foto è emozione trasmessa da chi la esegue a chi la osserva, riflette cioè la sensibilità, curiosità , lo stato d’animo del fotografo che si compiace quando queste emozioni sono condivise con chi osserva l’ immagine. Ognuno di noi ha la propria personalità che è unica e non riproducibile e viene raccontata tramite l’immagine e recepita come scelta di condivisione. La fotografia è lo specchio di ciò che noi siamo e della nostra personalità. L’estetica della immagine ha valore in rapporto al significato che la fotografia trasmette.

Se nella fotografia si ricerca solo il consenso, essa risulterà sempre mediocre ( Oliviero Toscani)

Tutto sto pistolotto pseudo filosofico sulla fotografia, per dirvi che la Foto di Viaggio dovrebbe contenere la persona/e ( non necessariamente uno di noi) come soggetto principale ( anche autoritratto), immortalata nella location e nell’atmosfera del percorso del viaggio o vacanza in generale.

Dalla osservazione della foto dovrebbe emergere sia il dove (mare, monti, la città, il paese ecc) il quando (alba, tramonto ecc) il come ( a piedi, moto, treno , aereo ecc..), ma soprattutto lo stato d’animo della persona soggetto della immagine, da cui si potrà capire il perché del viaggio.

Buon scatto e buona estate
Renato Rubbini