Foto di copertina: foto vincitrice di Daniele Corsini dal titolo “Il Fascino della divisa, Città del Vaticano”

Tonnellate di miele per questa ultima sfida avente come tema ‘’.
E, forse, non poteva essere altrimenti.
Il rischio del banale era dietro l’angolo ma nonostante questo, l’introduzione delle nuove regole (titolo della foto e breve descrizione opzionale) ha consentito a tutti i partecipanti di suggerire un livello di interpretazione ulteriore a ciò che la propria immagine proponeva.
Questo ha automaticamente prodotto la possibilità di costruire una storia, la propria, sulla foto presentata ed ha offerto agli osservatori uno strumento ulteriore di giudizio.
Sono contento che questa proposta sia stata assimilata e fatta propria da tutti i partecipanti.
Ritengo che la mia foto vincitrice sia stata stata apprezzata più per una sua qualità estetica e compositiva piuttosto che per una sua reale profondità tematica anche se forse, nonostante fosse una delle poche che non aveva allegata la descrizione, tentava di proporre il tema ‘Ti amo’ facendolo rimbalzare per almeno tre volte. Partendo dal titolo, ‘Il Fascino della divisa’, è chiaro il riferimento al ‘ti amo’ che istintivamente la donna della foto prova per l’uomo in divisa, raccolta fra le sue braccia, sentendosi protetta. L’uomo in divisa sembra guardare la donna volendola rassicurare anche se mi piace immaginarlo come in partenza, per una nuova missione, diviso fra l’amore provato per la compagna ed il senso del dovere, l’amore per la Patria. La loro posa, un vero e proprio clichè (banale sì, ma reale in quanto questa è una immagine ‘rubata’, nulla è stato preparato e ‘messo in posa’), sembra richiamare alcune foto d’epoca che ritraevano soldati in partenza/ritorno da zone di guerra che salutavano la propria amata.
Vi è infine un richiamo alla spiritualità in quanto il luogo è un chiaro riferimento a Dio, alla promessa di Amore Eterno sancito dal matrimonio fra due persone.
Personalmente ho apprezzato le foto di tutti i partecipanti e le vorrei menzionare tutte. Mi vorrei soffermare sulle foto di Felicita, Leonardo e Renato in quanto tutte e tre offrono spunti interessanti anche per quanto riguarda le possibilità espressive future…

Felicita Russo, titolo “Sento il tuo cuore”

Leonardo Bertinelli – Titolo “La quiete dopo la tempesta; L’odio ti rende impotente e l’amore ti rende pazzo. Più o meno nel mezzo si può sopravvivere. (B. Crystall)”

Liviana Lanzoni, titolo “Colombi innamorati;  A parole non sapranno dire “TI AMO” ma lo dimostrano…”

Enrica Gavioli, Titolo “Le mur des Je T’aime”

Carlo Petrovich, Titolo “Mani che si amano; Con le nostre mani il silenzio si trasforma in pienezza,il buio in amico fedele”

La foto di Felicita non mi aveva inizialmente colpito in quanto personalmente non amo le foto di matrimonio ma la sua descrizione allegata mi ha davvero colpito e mi ha consentito di vedere l’immagine sotto un’altra prospettiva, apprezzandola davvero molto. Leonardo ha creato una composizione all’interno della stessa immagine producendo una mini-storia davvero interessante. Utilizzando una sorta di prospettiva ‘temporale’ porta lo spettatore verso un ‘ti amo’ sancito da un bacio appassionato. La creazione di una mini-storia potrà essere utilizzata anche in futuro, utilizzando anche più fotogrammi all’interno del solito cartoncino di presentazione. Infine Renato che, con una semplice scritta sovrapposta alla propria foto (‘I love Bologna’), ci richiama alle famose magliette di tutte le città del mondo, con il classico cuoricino rosso… Il discorso delle ‘scritte’ in fotografia è largamente utilizzato anche dai ‘Grandi Fotografi’ contemporanei. Fotografare delle scritte (mi viene in mente anche la foto di Sonia e altre) o scrivere sulle proprie fotografie (come ha fatto Renato) è una ulteriore possibilità espressiva da non scartare a priori!
Il tema del prossimo sarà a me davvero molto caro in quanto parliamo di ‘Paesaggio Urbano’.
Il paesaggio è stato inteso, per gran parte della storia dell’arte, come paesaggio naturalistico. Innumerevoli ne sono gli esempi pittorici. Dire foto di paesaggio in fotografia ci richiama immediatamente ai paesaggi in bianco e nero di Ansel Adams.
E’ però evidente che gli agglomerati urbani si stanno sempre più sostituendo ai paesaggi ’naturali’. Oggi il paesaggio urbano è tutto intorno a noi ed è anzi divenuto il paesaggio con cui abbiamo più dimestichezza…
“La fotografia di paesaggio urbano ha per oggetto la città, questo mondo artificiale creato dall’uomo, e si occupa di rappresentarlo adottando gli stessi strumenti e criteri comunicativi della fotografia paesaggistica. I confini che definiscono la fotografia di paesaggio urbano sono piuttosto labili. Ad esempio la fotografia di paesaggio urbano si sforza di rappresentare un’area piuttosto vasta della città, mentre se si riprende un solo edificio, o una piazza, siamo più vicini alla fotografia di architettura. Questo però non significa che non ci si possa soffermare sui particolari, su uno scorcio, su un angolo che ci colpisce, su un graffito, ecc… Come ben sanno i fotografi paesaggisti, spesso il particolare racconta più dell’insieme.
Persino i confini tra street e paesaggio urbano possono essere labili. Se, infatti, è vero che la prima ha per soggetto l’essere umano che si muove nell’ambiente cittadino e metropolitano, nel paesaggio urbano la presenza umana gioca spesso un ruolo fondamentale, anche quando gli esseri umani non sono presenti esplicitamente nella foto, perché comunque è stato l’uomo a plasmare quell’ambiente a suo uso e consumo.”
Invito tutti i partecipanti ad esplorare la relazione fra uomo (anche quando non esplicitamente presente) e paesaggio urbano. Dove stiamo vivendo, quali sono le proporzioni fra noi e ciò che ci circonda. Il tutto può assumere anche un risvolto ambientalista, di denuncia oppure sociale.
Gli spunti sono davvero tanti e sono lì a disposizione per essere colti.
Rimangono ancora le regole ‘nuove’. Ricordate anche che potete usare il cartoncino come meglio credete, applicando più di una immagine o immagini con formati anche non convenzionali.
Buona fortuna!
Daniele Corsini