Salve a tutti i soci. Finalmente sono di nuovo qui a riassumervi le recenti attività di laboratorio e soprattutto sono qui con una gran bella lezione che abbiamo imparato durante l’ultimo laboratorio e che ogni fotografo dovrebbe fare sua: lo spirito di adattamento ad ogni situazione non prevista! Certo è qualcosa che si acquisisce con l’esperienza ma bisogna avere una mente aperta all’imprevedibile, sempre e in questo credo che aiuti moltissimo anche avere in mente i lavori degli altri fotografi, come ispirazione che possa venirci incontro nel momento del bisogno.
Volevo parlarvi della serata di laboratorio che avevamo organizzato il 31 aprile 2016. Il tema era “light-painting speciale” e l’intenzione era quella di utilizzare la luce del tardo pomeriggio come sfondo e trovare dei modi creativi per usare la luce artificiale degli speed-light su alcune rovine che ci sono a Monte Sole, il tutto accompagnato da una coppia particolare di “modelli”, che avendo contratto matrimonio da pochi mesi, avevano ancora l’entusiasmo necessario per indossare i vestiti del loro grande giorno e posare per noi.
Per darvi un’idea di cosa è il light-painting (letteralmente dipingere con la luce) all’aperto vi mostro una foto scattata durante un altro tentativo (il primo in assoluto) fatto durante le attività di laboratorio qualche tempo fa (Foto_1.jpg). In pratica utilizziamo la luce artificiale per aggiungere atmosfera ad una foto, magari anche creare soggetti fatti di luce, che rende la parola pittura (painting) un termine davvero appropriato.
Se volete vedere cosa hanno fatto altri fotografi con il light-painting nei paesaggi vi consiglio un fotografo che personalmente ammiro molto e che sa aggiungere un tocco davvero personale alle sue opere. Il nome è Harold Ross (http://www.haroldrossfineart.com/, e per interessanti video dimostrativi https://haroldrossfineart.wordpress.com/video-tips-and-techniques/ ) e come lui stesso dice più che light-painting quello che fa è light-sculpting (scolpire con la luce) visto il suo modo di esaltare la tridimensionalità dei suoi soggetti con un uso sapiente delle luci artificiali che a volte in mani inesperte tendono proprio ad avere l’effetto opposto. Potete immaginare che quando andiamo fuori a fare light-painting con i lavori di Ross in mente ci stiamo prefiggendo altissimi obiettivi, e siamo consci che ci dovremo “accontentare” del risultato. Ma questo è proprio ciò che rende il laboratorio un posto fertile e divertente a mio avviso. Ma torniamo al racconto della giornata del 31 aprile.
Quando si organizza un laboratorio, dal momento che spesso si fanno al chiuso, difficilmente guardo il meteo, anche perché il meteo è affidabile solo con tre giorni di anticipo, mentre una serata con due modelli vestiti da sposi va organizzata con largo anticipo ed è veramente difficile da rimandare, soprattutto se come in questo caso lo sposo fa i turni a lavoro. Quindi sapendo che sarebbe stato comunque difficile rimandarla avevo deciso di non pormi il problema del il meteo… avremmo fatto con quello che la natura ci avrebbe dato! E infatti la natura aveva in serbo per noi tempo gelido e ventoso e …. Tanta tanta .
Nonostante la pioggia abbiamo deciso comunque di salire su al Poggiolo, posto in cui era previsto l’incontro per poi ottimizzare il rapporto partecipanti/auto per raggiungere il posto desiderato. Arrivati lì ci siamo resi conto che la pioggia non era affatto passeggera e che non c’erano speranze di riuscire a salvare qualcosa del nostro piano fotografico neanche se avessimo aspettato tutta sera. C’è da dire che la pioggia ha un qualcosa di intrinsecamente affascinante e ci eravamo trovati a fare i conti con lei durante un laboratorio in passato, di cui vi mostro una foto.Foto_2In quella occasione la pioggia era molto meno intensa di quella che ci trovavamo davanti ma valeva la pena provare a fare qualcosa di simile comunque. Quindi con gli sposi (e i fotografi) ben al riparo sotto il portico del Poggiolo con alle spalle la collina, abbiamo posizionato un flash opportunamente protetto rivolto verso gli sposi, così da illuminarli in controluce rispetto al fotografo. In pratica lo stesso schema di luci usato già nell’altro caso anche se questa volta non eravamo provvisti di ombrello bianco. Il controluce fa due cose in questo caso: primo permette chiudendo il diaframma e aumentando la potenza del flash di scurire lo sfondo, simulando una foto notturna anche se nel caso specifico era ancora giorno. Secondo illumina la pioggia creando una struttura particolare nello sfondo. Un paio di esempi delle foto che abbiamo realizzato sono qui.

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In alcune di queste foto oltre al primo flash ne abbiamo aggiunto un altro, con diffusore, per schiarire i volti. Nonostante i risultati fossero già abbastanza interessanti date le circostanze, sapevamo che c’era ancora qualche altra possibilità di fare qualcosa di particolare soprattutto visto la straordinaria presenza di due sposi… e quando ci ricapitava più?
Così ho cominciato a rovistare nella borsa dei ‘’giocattoli’’ da , in cui tengo tutta una serie di cose reperite qua e là che possono essere usate come sorgente o come modificatore di luce. Tra le varie cianfrusaglie ho trovato un grosso pallone giallo, di quelli che una volta gonfiati si fanno rimbalzare con la mano grazie ad un elastico, ovviamente corredato di gonfiatore: idea! E se lo sposo riuscisse finalmente a regalare la luna alla sua sposa? Quindi pallone in controluce e un po di post produzione ed ecco il risultato!

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Nonostante fossimo partiti con una intenzione ben diversa, la serata ha preso tutt’altra piega e nonostante tutto siamo riusciti a fare belle foto. Infondo dipingere vuol dire trasformare la realtà è creare illusione di qualcosa che non c’è, quindi possiamo dire che siamo comunque riusciti in qualche modo a “dipingere con la luce”! Alla prossima!
Felicita Russo