Marco Albertini vincitore della sfida:

“Dopo tanto tempo, esattamente poco più di tre anni, sono tornato a “vincere” un “Lancia la Sfida” e quindi, come diretta conseguenza eccomi qua a scriverne il resoconto, mettendo su carta (o meglio, su schermo…) ciò che segue.
Innanzitutto il tema scelto da Massimo, seppur molto interessante per la sua particolarità, in prima battuta mi ha lasciato un po’ perplesso,non mi piacque granchè, non mi “ispirava” e non mi entusiasmò.

Foto di Massimo Galli

Foto di Massimo Galli

Foto di Alessandro Sanna

Foto di Alessandro Sanna

Foto di Renato Rubbini

Foto di Renato Rubbini

Foto di Valentina Docimo

Foto di Valentina Docimo

Foto di Salvatore Di Stefano

Foto di Salvatore Di Stefano

Foto Enzo Peparini

Foto Enzo Peparini

Non me la sentivo di uscire in strada, non sono un amante del genere street-photography, “preferisco camminare in un bosco”, mi son detto.
E così, dopo qualche giorno dal lancio di questo tema, mi vennero in mente alcune foto scattate nei mesi scorsi che sarebbero potute essere “pigramente” ripescate per questa occasione, su tutte, una di queste era mooooolto valida.
Poi però Alice propose di fare un giro in centro un sabato pomeriggio per fare alcune foto “ad hoc”, così, da lei spronato, colsi l’occasione per andar insieme e…non l’avessi mai fatto!!
ovunque, o meglio: uomini e donne con lo ovunque!!!
In prossimità del Nettuno, in Piazza Maggiore e in Piazza Santo Stefano, sotto il Pavaglione…un brulicare di decine e decine di potenziali occasioni fotografiche.
C’era solo da scattare.
E in quei momenti mi rendevo conto di come fosse semplice, avendo in mente il tema della sfida, “vedere” tutte le papabili scene: uomini, donne, bambini ed anziani che usavano lo smartphone per: scattare foto, girare video, chiamare chissà-chi, scrivere, messaggiare, giocare, whatsapp-are, ascoltare musica.
Smartphone che veniva usato mentre si camminava, mentre si mangiava, mentre si parlava.
Un delirio.
In un paio d’ore avevo fatto tanti scatti e mi ritenevo già più che soddisfatto, ma…si presentò una seconda occasione per un secondo pomeriggio in centro. Ci andai, ora, molto più convinto della prima volta.
E così immortalai la scena vincitrice della sfida.
Mi trovavo in Via Zamboni dove c’era, così come c’è più o meno tutti i giorni, un gran via-vai di gente, così, dopo essermi appostato sotto il portico, semplicemente attendevo di vedere chi passava in strada…per scattare una serie di foto a raffica con la tecnica del panning, così da rendere lo scatto più accattivante.
Osservando due ragazzi che, camminando in senso opposto, quasi si sono scontrati tra loro perché stavano guardando il proprio smartphone, mi sono “illuminato”: ecco la scena giusta che voglio!
E subito dopo vedo arrivare, da destra, un uomo in bicicletta che, tranquillamente andando contromano, anche lui smanettava con il suo “aggeggio infernale”, clic clic clic clic clic clic clic clic clic…ed ecco la foto che volevo!
Tra tutte quelle scattate durante la raffica, solo la foto vincitrice era presentabile: smarthpone al centro della scena e l’interessante espressione dell’uomo che lascia intendere la concentrazione nello scrivere e (forse, soprattutto) il timore di non sbattere contro qualcosa (auto/bici/pedone/colonna/marciapiede/altro).
Nonostante un’incertezza (caratteristica più che tipica del mio carattere) dell’ultimo minuto con un’altra foto che avevo stampato e che mi piaceva (ma era più “costruita”), ho presentato questa foto perché ci vedevo la grande dipendenza e attaccamento dell’uomo (e donna) moderno verso questo strumento tecnologico tanto utile quanto diabolico.
Insomma, da un semplice e giocoso passatempo, diversi spunti di riflessione, per me:
–    Uscire di casa fa sempre bene
–    Una buona foto “viene-da-sola”, se so cosa voglio fotografare
–    Osare fotografare cose “diverse” dal mio standard (leggi paesaggi)
–    Sperimentare tecniche fotografiche (leggi panning)
–    Lasciare correre la creatività, anzi giocarci insieme!
E così ora…sono qui, davanti al camino, in montagna, a pensare al tema della prossima sfida….mumble mumble…..
Mi piace questa atmosfera: l’avvolgente crepitio del fuoco, fuori qualche folata di vento serale spettina alberi ancora mezzi spogli di verde, il rumore delle mie dita sulla tastiera.
Che calma e che silenzio. Ah-ah!!!

Ecco arrivatomi, a mia insaputa, il prossimo tema: IL SILENZIO.
Cos’è il silenzio? Quando sperimento il silenzio, nella mia quotidianità caotica e frastornante?
Dov’è il silenzio? Cosa rappresenta il silenzio?
Mi piace, il silenzio, o ne ho “paura”?
Buone foto, e mi raccomando….non fate troppo rumore eh!? “