Le 10 foto che propongo in questo piccolo reportage riguardano . Attraverso si possono fare tante cose; aprire porte, lavorare, suonare, vestirsi e accanto a tutte le innumerevoli funzioni che ci permettono di fare, con comunichiamo.

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Le mani hanno un loro linguaggio e questo è legato a quello del corpo ma in questa indagine fotografica mi sono soffermato su piccoli particolari come per esempio le dita che si muovono velocemente su una tastiera di una fisarmonica oppure che impugnano un plettro per strimpellare la chitarra un sabato mattina, ecc. ecc., lasciando il volto di chi muove le mani al di fuori della cornice della fotografia, così da permettere a chi guarda di immaginare lo sguardo delle persone ritratte. Quindi attraverso le mani volevo in realtà arrivare al volto, naturalmente nascosto per non ritrarre quella persona in particolare, ma per percepire lo stato d’animo che c’è dietro queste, quindi la noia delle monotonia, il relax di un passatempo, la fiducia in un qualcosa, la gioia in un abbraccio.

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Dentro questo reportage di sentimenti non mostrati ci sono 3 fotografie che danno un ritmo a questa sequenza, utilizzando un formato diverso, in questo caso il quadrato, e il bianco e nero per la foto iniziale e finale.
Queste foto rappresentano mani di statue, di manichini, quindi mani statiche, immobili, ma in questo contesto sono, in un certo qual modo, attraversate dalla vita, esempio dal tempo che passa, dalla luce di una vetrina oppure dal passaggio dei piccioni, quindi anche loro comunicano e si stringono metaforicamente a tutte le altre mani in questo bel girotondo immobile di situazioni e sentimenti partecipando in questo reportage fotografico: le mani.