di Renato Rubbini
Domenica 29 Gennaio 2012
Una nutrita pattuglia di appassionati fotografi si è ritrovata la mattina di una domenica di fine gennaio presso il Santuario di Ronchidoso (Fraz. di Gaggio Montano), deliziosa chiesetta di montagna dedicata alla Madonna degli Emigranti piena di storia e fascino, testimone del lavoro e della fede della gente laboriosa di quei monti, ma anche testimone di tragici avvenimenti  accaduti durante la seconda guerra mondiale e che hanno significato lutti e sofferenze per tante persone civili e militari.

ADRIANO GONZAGA Il Santuario di Ronchidoso

MARCO ALBERTINI Nel sottobosco

Marco ci ha illustrato il percorso che ci avrebbe portato fino in cima al nel cuore della dove si svolsero furiosi combattimenti tra soldati di opposte fazioni e di opposti ideali, che solo la stupidità e la follia di pochi hanno costretto a battersi e morire in tanti su quelle montagne.

RENATO RUBBINI Pensieri

Le previsioni del tempo alla vigilia escludevano la neve e questo è stato motivo di sollievo, dal momento che si sarebbero dovute indossare le racchette, meglio conosciute dagli esperti della montagna , tra cui non mi annovero, come “ciaspole”.

MARCO ALBERTINI I ruderi del castello

Se la neve era stata esclusa, nessuno aveva previsto la nebbia, che di per sé non costituisce un grosso impedimento per chi va abitualmente in montagna, ma certamente è una presenza non gradita per chi, come noi, è salito fin qua per un !
Le foto scattate sono state quindi caratterizzate dalla presenza della nebbia e cielo coperto che non ci hanno consentito di fotografare panorami o usare diaframmi molto chiusi. E pensare che la cima del monte che abbiamo raggiunto si chiama Belvedere!

MONICA MAZZOLANI Arrivo in vetta a Monte Belvedere

Però nessuno si è perso d’animo ed è stato bello vedere l’entusiasmo di chi, fresco di corso, ha partecipato per la prima volta ad un nostro trekking fotografico. Certamente la presenza di cacciatori in battuta di caccia al cinghiale in quell’area non ci lasciava completamente tranquilli, ma neppure ci ha condizionato.

MARCO ALBERTINI La croce

MARCO ALBERTINI Foto di gruppo accanto al cippo commemorativo della 10° Divisione di montagna USA

Quindi entusiasmo, atmosfera di amicizia e di confidenza, anche grazie alla presenza di un nostro comune amico Valerio Zanarini il quale, in qualità di conoscitore di quelle montagne ci ha illustrato la storia antica e recente e gli accadimenti più significativi avvenuti in quei luoghi.
In cima al  Monte Belvedere, non potendo scattare foto della catena appenninica in lontananza per via della nebbia (sic!), abbiamo scattato comunque interessanti fotografie dei resti di un antico castello eretto secoli fa a protezione  della valle e di ciò che resta delle fortificazioni della Linea Gotica nonché il monumento a ricordo dei caduti di quei giorni tragici di guerra. Certamente la vista di quei simboli di dolore ed il racconto di quegli avvenimenti fatto sia da Marco che da Valerio ha rappresentato un momento di grande partecipazione e riflessione da parti di tutti noi.

CARLO ZANETTI Sulla via del ritorno

Abbiamo quindi percorso il tragitto di ritorno, sapendo che presso la chiesetta che avevamo lasciato la mattina, ci attendeva una stanza ed un camino acceso vicino al quale riscaldarci, consumare il pranzo al sacco e recuperare le forze.

MAX PALMIZZI Riflessioni attorno al fuoco

Ci si è ritrovati tutti a semiciclo attorno al camino per scambiare impressioni sulla giornata e ascoltare Marco che ci leggeva episodi tratti da un libro sulla storia della Linea Gotica, suscitando l’interesse di tutti.
Riassumendo: una bella giornata passata all’insegna del piacere di stare insieme, lungo strade sterrate tra boschi immersi in una atmosfera ovattata, tra amici fotografi e ragazzi contenti.
Sono sicuro che le foto rifletteranno questo clima di  convivialità.