Ostinato e contrario con , Mercoledì 18 Aprile 2012, alle ore 21.00, in Via Raffaello Sanzio 6 a Bologna.

Giulio Di Meo, fotografo professionista particolarmente impegnato nel campo del reportage sociale. Dal 2002, Di Meo, lavora all’ambizioso progetto fotografico “Riflessi Antagonisti”, sulla realtà dei paesi sudamericani.  Da questo progetto nasce, nel 2005, la mostra intitolata “”. Di Meo, dal 2004 lavora in stretto rapporto con l’Arci e collabora con numerose altre associazioni impegnate nel sociale. Nel Giugno 2006, inaugura la mostra intitolata “Tra cielo e terra”: un tentativo di dare voce alla quotidianità delle favelas di Rio de Janeiro. Per il 50° anniversario dell’Arci, ha realizzato il calendario 2007 e il libro fotografico “Cinquant’anni di sguardi”. Nel 2007 a Firenze, è stata presentata la mostra: “Da soli non si può…Solidarietà, cultura, diritti, cittadinanza”. A Gennaio 2008 ha presentato la mostra “Casa Luzzi, vive”, storia dell’occupazione di un ex sanatorio da parte del Movimento di Lotta per la Casa, insieme a 350 famiglie di immigrati. Nel 2008 con l’associazione “Fiori di strada” realizza un lavoro sulla vita delle prostitute.  Nel 2009 realizza il calendario e la mostra “Obiettivo Sahrawi”, con cui racconta le condizioni di vita nei campi profughi Sahrawi. Dal 2004, tiene corsi e workshop sulla in Italia e in vari Paesi del sud del mondo. Di Meo, ama definirsi “fotografo di strada”… è solo camminando, vivendo tra la gente, immergendosi completamente nella realtà e condividendone la vita sociale, che si può cercare di racchiudere in un fotogramma la poesia del quotidiano.

Riflessi cubani

Durante la serata Di Meo ci spiegherà il suo modo di intendere la fotografia sociale. Si tratta di una fotografia contraria alla spettacolarizzazione delle immagini tipica della nostra epoca, che ci ha assuefatto al dolore e alla miseria e che ha omologato le coscienze. Questa fotografia vuole avvicinarsi alla realtà in maniera più discreta e rispettosa nei confronti del dolore degli altri. Una fotografia che cerca di raccontare non solo quello che a tutti i costi cercano di nasconderci, ma anche la quotidianità, la voglia di vivere e la forza ostinata di lottare che possiedono coloro che vivono in contesti sociali difficili. Una fotografia che cerca di risvegliare la nostra indignazione e, al tempo stesso, restituire dignità a chi vive ai margini di questa stessa società. Una fotografia fatta di lotta, rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza.

Giulio Di Meo ci racconta cosa significa fotografia “sociale”:

In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. Ma credo, che quella fotografia che ci ha assuefatto al dolore e alla miseria, che ha omologato le coscienze insieme alla Tv, non debba avere più il diritto d’esser chiamata fotografia sociale. La spettacolarizzazione che passa attraverso le immagini dovrebbe lasciare il posto al rispetto del dolore degli altri. Perché forse, oggi più che mai ci vuole più coraggio ad abbassarla la macchina fotografica, davanti alla sofferenza. Serve una fotografia più discreta e più reale, capace di raccontare anche quello che a tutti i costi cercano di nasconderci; la quotidianità, la voglia di vivere e la forza di lottare che possiedono coloro che vivono in contesti sociali difficili. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può provare. E’ questa la fotografia che amo, è questa la mia fotografia, che mi piace definire ‘sociale’. E questa è la ‘fotografia’ che cerco di trasmettere nei miei workshop, una fotografia fatta di lotta, rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; una fotografia impregnata da un’intensa umanità. Sono questi i temi che approfondiremo nel workshop, dove faremo un’ampia panoramica sul reportage e sulla fotografia sociale.

Per chi vuole sapere di più sui workshop trova altre informazioni a questo link.
Giulio