Di Stefania Marchetti

“Eccomi qui inaspettatamente a fare un resoconto di una serata di in qualità di vincitrice.
Una bella idea questa sfida, una competizione che fa crescere, che fa pensare e che fa entrare nel profondo delle cose. Un esercizio, quello di andare nel profondo appunto a cui molti spesso in questa società sempre più superficiale non sono più abituati.

Foto di Sfefania Marchetti - Vincitrice della sfida

Una cosa che mi piace di questo confronto è che le foto non siano accompagnate da titolo perchè, secondo me, è importante che queste siano una evidente espressione del tema proposto, magari interpretato in modi diversi, ma che abbiano un “chiaro impatto” su chi pensa a questo tema. Come appunto si diceva quella sera, un foto è come una barzelletta: non andrebbe spiegata. Sono profondamente d’accordo.
Sono felice che il secondo e terzo classificato siano nuovi corsisti. Spero che questo li incoraggi a continuare questo percorso senza fine.

Foto di Leonardo Bertinelli

Foto di Valentina Lazzari

Foto di Gabriella Buonsanto

Sulla mia foto posso dire solo questo: ero più lì che a casa. Quando è uscito il tema ho subito pensato a quella porta. Al 42° giorno di ospedale con mio padre ero piena di un sentimento che volevo esprimere e che non credevo avrebbe così colpito.
Questa foto dimostra che spesso la sofisticata elaborazione non è necessaria per raggiungere un obiettivo, quanto invece basti con semplicità lanciare un messaggio che colpisca diretto il cuore di chi guarda.

Foto di Rossella Gilli

Foto di Sonia Colognesi

Foto di Silvia Bonsi

E per non cadere nel banale lancio una tema per la prossima sfida molto pesante e difficile, un tema a cui di solito ci si tende ad allontanare: Il Dolore.
Mi scuso per questo argomento “dark”, ma perchè no? Perchè non parlare del dolore? Anche il dolore fa parte della vita e nessuno ne è esente. Una cosa però ho imparato: il dolore può dividere o può unire. La nostra associazione è già molto partecipata e formata da un bel gruppo affiatato ma penso che una serata sul dolore potrebbe anche unirci ancora un pò di più…”