Di Stefano Santarsiere

Intrecci tra visibile e invisibile da a

La nascita della fotografia ha inaugurato una contesa tra parola e immagine tuttora irrisolta; un atto di forza che vede impegnati due mondi espressivi schierati sul terreno dell’arte e delle emozioni.

In apparenza, l’immagine fotografica segna a suo favore il potere dell’oggettivazione, la capacità di mostrare il vero; mentre la parola si presta alla manipolazione simbolica. Ma è davvero così? Dov’è il confine tra verità e bugia nel rapporto fra i due mezzi?

In ambito cognitivo il cosiddetto secolo delle immagini può essere interamente analizzato alla luce di questo rapporto, e il viaggio che si propone è un’analisi dei diversi esiti, non ancora definitivi, dell’intreccio tra icone e segni dove le prime sono di volta in volta manipolate, rimosse, ostentate, e i secondi accorrono a sostegno, a rettifica, a completamento del visibile. Il tutto attraverso l’opera e la vita di scrittori, di fotografi, ma soprattutto di artisti che hanno saputo coniugare le due attività.

Nelle combinazioni possibili tra immagini e parole, ciò che conta è la completezza, la forza espressiva del risultato artistico. La diffidenza degli scrittori positivisti, la discrezione di Virginia Woolf, l’ostentazione auspicata da John Berger, fino a un’alleanza possibile in Brecht, Tournier, Sophie Calle: il tutto sembra infine decretare l’inevitabile incontro tra i due mezzi, che tendono forse a completarsi, a colmare le rispettive fragilità. E se così è, il secolo delle immagini va etichettato più correttamente come il ‘secolo delle immagini e delle parole’, le trame di un ideale setaccio dove si accumulano i residui espressivi dell’esperienza umana. Proprio come a Ellis Island si sono accumulate le tracce visibili e concrete di un’intera umanità in esilio.

 Ne parla Stefano mercoledì 6 aprile 2011 alle ore 21.00 presso il Centro Sportivo Barca di Bologna.