Finché ci saranno  contadini e terre da coltivare i rapaci voleranno al crepuscolo
Di Antonio Iannibelli

Questi piccoli rapaci da qualche anno sembrano in continua espansione, dalla storica colonia di hanno occupati molti centri dei paesi vicini di Puglia e Basilicata.
E possibile incontrarli occasionalmente in quasi tutte le regioni italiana ma si riproducono solo nelle due regioni meridionali in gran parte nei paesi della provincia di Matera e in alcuni comuni del tarantino, tra questi ultimi ospita diverse coppie anche nidificanti. E’ proprio a che quest’anno ho avuto il piacere di assistere all’involo di due giovani dal nido situato nello storico

Di solito i nidi sono in posizione elevata e poco visibili ma in questo caso la nicchia con i nuovi nati si trovava a pochi metri dal suolo e nella facciata rivolta in piazza Plebiscito. Una posizione incredibilmente favorevole anche per la possibilità di salire sulle scale di via dell’orologio, proprio di fronte, e di avere una buona visuale, perfetta anche per fare qualche foto.

Scopro per caso questo nido il 3 agosto 2010 e ho approfittato subito per fare qualche scatto ma ho rimandato al giorno dopo la possibilità di godermi le attività dell’intera famiglia, i pulli sono già grandi e i genitori si danno un gran da fare per sfamarli. Il richiamo insistente dei giovani e il via vai degli adulti passa inosservato alla gran parte dei passanti e i falchi sembrano non fare caso alla gente e all’andirivieni delle macchine.

All’alba del giorno dopo sono già pronto con il cavalletto e il teleobiettivo nei pressi del nido ma i giovani falchi non si vedono. Penso che saranno nel fondo del buco e che prima poi si faranno vedere ma dopo qualche minuto sento i richiami che arrivano dalla parte opposta della strada. Uno dei due giovani è già per strada e saltellando cerca di guadagnare una posizione elevata per attirare l’attenzione dei genitori. Mi sono avvicinato e ho scattato alcune foto ma ben presto è scomparso alla mia vista. Ritornando sui miei passi mi accorgo con grande meraviglia che l’altro giovane è posato tranquillo sul teleobiettivo che avevo posizionato vicino al suo nido.

Non so come mai ma il teleobiettivo in orizzontale sul cavalletto è diventato per lui un comodo posatoio ed è probabile che il giovane falco non essendo ancora un gran volatore ha approfittato per fare una pausa dopo il primo tentativo di volo.
E’ ancora prestissimo e per il paese non si vede nessuno, riesco cosi a fare alcuni simpatici scatti che mi ricorderanno per sempre questo fortunato incontro con i giovani grillai.

Dopo qualche minuto e l’insistente richiamo dei genitori il giovane si decide a volare sul tetto della casa di fronte al palazzo Marchesale. Sul tetto i genitori provvedono immediatamente a rifornirlo di cavallette appena catturate nei vicini campi. Ho potuto cosi assistere a uno degli eventi più meravigliosi che la natura posso offrirci.
I falchi naumanni sono dei migratori estivi che frequentano sopratutto l’Italia meridionale, le colonie più importanti si trovano nella già citata Matera, Montescaglioso, Miglionico, Ginosa, Santeramo e fino alle terre del Parco Nazionale dell’Alta Murgia ma anche Pisticci, Bernalda, Pomarico, Ferrandina ecc.

In questo particolare territorio gli uccelli trovano l’habitat ideale per riprodursi, questi paesi infatti vivono ancora di agricoltura e sono spesso situati su piccole colline nel bel mezzo di pianure in gran parte coltivate a cereali, ma ci sono anche bellissime gravine e numerosi incolti.

In una calda sera di agosto su una gru nel centro storico di Montescaglioso ho potuto contare fino a 50 falchi intenti a trascorrervi la notte assieme a taccole e altri uccelli, ma è dal belvedere di Matera che si può assistere allo spettacolo più bello.

Qui i grillai ai primi bagliori dell’alba a centinaia escono dalla città, proprio come i contadini, per dirigersi nei campi e puntuali ogni sera al tramonto rientrano per dormire sui tetti del centro storico.

Può apparire strano ma i sono strettamente legati all’uomo, infatti proprio queste campagne coltivate con metodi tradizionali sono abitate da moltissime cavallette e le attività dell’uomo li aiutano involontariamente a catturarle. Oltre all’antica abitudine di bruciare le stoppie che ho già descritto in un apposito articolo, vedi qui, i falchi seguono i contadini già dalla trebbiatura e fino all’aratura del terreno.

Tutte queste attività agricole sono una vera manna dal cielo, i trattori utilizzati nei campi fanno fuggire gli insetti che avvistati dai predatori vengono facilmente catturati. E mentre davanti al trattore si vedono nuvole di cavallette volare subito dietro e appostati sui numerosi pali della luce ci sono frotte di falchi che si nutrono degli animali rimasti investiti oppure li catturano approfittando del momentaneo frastuono.

Sopratutto i giovani dell’anno approfittano delle facile prede per accumulare energie e prepararsi al grande viaggio, prima che l’autunno arriva tutti ripartono per andare a svernare nei lontani Paesi africani.
Ulteriori informazioni e un ampia galleria fotografica la trovate a questo link.