Ciao a tutti voi cari lettori!!

Prima di ogni altra cosa sono doverose le presentazioni, siamo 5 giovani neo-fotografi  che sono entrati a far parte da poco dell’associazione provediemozioni.it: chi sta scrivendo è Marco Albertini, socio fondatore dell’associazione, che insieme a Veronica Malavolta, Chiara Moschini, Roberto Rienzi e Rosa Scisco hanno avuto la (pazza??) idea di preparare e presentare un dal tema “I ”.

Foto di Chiara Moschini

L’idea è venuta in mente a Roberto durante un nuvoloso pomeriggio di marzo ai Giardini Margherita, quando ci siamo incontrati per decidere come impostare il nostro lavoro; così tra una passeggiata e una cioccolata in tazza con panna, tutti noi ci siamo trovati subito d’accordo: tema semplice ma avvincente, per cui siamo subito passati alla scelta del rispettivo colore: la prima a scegliere è stata Rosa, che si è “appropriata” del rosso, seguita a ruota da Roberto che ha selezionato il blu…poi Marco ha deciso di fotografare il verde e Chiara il giallo…infine Veronica, essendosi aggregata per ultima, si è dovuta “accontentare” dell’arancione.
Anche se inizialmente avevamo in progetto di portare 10 foto a testa e realizzare uno slide show con musica ed effetti speciali, col tempo il progetto è stato (notevolmente) rivisto e ridimensionato per arrivare a 5 foto per ognuno…ma dopotutto…conta la quantità o la qualità?!
Per arricchire e colorare ulteriormente il lavoro, abbiamo pensato di vestirci tutti completamente con indumenti neri con però una sciarpa del rispettivo colore, così da rendere evidente la connessione tra colore ed autore a tutti; in più Chiara ha trovato una storiella sulla nascita e origine dei colori che sembrava scritta apposta per l’occasione e che abbiamo utilizzato come fonte d’ispirazione individuale!!
Insomma gli ingredienti c’erano tutti, bisognava solo rimboccarsi le maniche – o meglio, caricarle batterie –  e….scattare!!!
Nonostante la comprensibile difficoltà iniziale, piano piano ognuno di noi ha iniziato a vedere il mondo circostante filtrato dal proprio colore; dando libero sfogo alla fantasia e alla creatività individuali, ciascuno ha fotografato singolarmente il proprio colore, nutrendo anche una curiosità via via crescente verso le potenziali creazioni degli altri componenti del gruppo.
Con l’avvicinarsi della temuta e fatidica data del 12 maggio, ci siamo trovati una serata a cena a casa di Veronica per selezionare le 5 foto migliori di ogni colore, visto che avevamo scattato molte più foto di quelle strettamente necessarie; in questa ardua scelta ciascuno è stato aiutato e consigliato dagli altri quattro, mostrando un senso critico acquisito da poco.
E così…le foto sono scelte…le sciarpe comprate…la storiella letta e “studiata”…siamo pronti per esporre le nostre creazioni!!

ROSSO (Rosa Scisco)

 

Foto 1 (DJ): Nell’osservare un dj in azione ho constatato come il movimento delle mani fosse in completa sintonia con la musica che il vinile riproduceva, così ho creato uno sfondo e dipinto i dischi di rosso per immortalare il momento affinché l’osservatore potesse  percepire dalla foto un ipotetico suono.
Foto 2 (Londra): Semplice scatto in prospettiva frontale eseguito in una delle tante, colorate vie della capitale inglese.
Foto 3 (Bimbo): Durante una passeggiata con il gruppo fotografico ai Giardini Margherita ho notato un bambino seduto su questo aereoplanino rosso che indossava una giacca a sua volta rossa, così ho colto l’attimo ed ho scattato la foto; desaturando le tonalità dello sfondo ho messo in evidenza il colore che mi interessava. 
 

Foto 4 (Raffaella): Questa immagine rappresenta una cena a base di videocassetta ed è stata creata appositamente per riuscire a trasmettere l’idea di come l’essere umano tenda a sostituire tutto ciò che definisce “vecchio” con tecnologie “nuove e funzionali”.

VERDE (Marco Albertini)

Foto 1 (Scritta): Matite, gomitoli, conchiglie, bottoni, pasta…ho usato oggetti di uso più o meno quotidiano per comporre la scritta “VERDE” in modo divertente e creativo, per una composizione piacevole, curata e ben bilanciata.

Foto 2 (Finestra): Ho colto questa finestra immersa nel verde durante il trekking fotografico all’Isola della Cona, nel Parco Regionale Foce dell’Isonzo; fa parte di una vecchia abitazione ormai in degrado e abbandonata da diversi anni proprio in prossimità della foce del fiume.

Foto 3 (Bicicletta): In un nuvoloso sabato pomeriggio di fine Aprile trascorso sulle rive del fiume Reno, la bicicletta della mia ragazza quasi si mimetizza tra l’erba alta, delicatamente mossa dal vento…uno scatto ad alto contenuto di verde!!
Foto 4 (Edera): Il tronco di un vecchio castagno è il supporto ideale la crescita dell’edera..uno scenario molto frequente e comune per uno che, come me, frequenta boschi e montagne dell’Appennino bolognese.
Foto 5 (Foglie): Camminando sotto la volta arborea, lungo un qualunque sentiero, è facile osservare questi giochi di luce e ombre tra le foglie degli alberi e ancora più facile perdersi ad ammirare questi piccoli quadretti naturali.

BLU (Roberto Rienzi)

Foto 1 (Edicola): Inizialmente la mia attenzione si è focalizzata sul telone del colore che cercavo, ma l’idea si associare la scritta “GIORNALI” ad un immagine di giornali appunto mi dato un senso alla foto se pur semplice
Foto 2 (Cartelli stradali): Questa foto per il progetto (una strada a San Lazzaro) è nata in post-produzione desaturando tutti i colori tranne il mio, così da dare origine a una visione di oggetti blu situati nella strada che sicuramente nella vita quotidiana passerebbero inosservati..segno che a volte basta soffermarsi un po’ di più su ciò che ci circonda e che diamo per scontato.
Foto 3 (Specchio): Questa è stata la mia prima foto scattata per il progetto; sono uscito con l’idea di guardarmi intorno e fotografare la prima cosa blu che avevo a tiro, aiutandomi con lo specchio della segnaletica stradale è nata una foto del tutto particolare.

Foto4 (Stazione): In questo scatto ho immortalato la stazione di San Lazzaro e con essa l’idea è che tutti i viaggi iniziati da quella stazione partono con il colore blu della struttura; le bici in primo piano rappresentano l’inizio del viaggio verso mete colorate di sogni e speranze.

Foto 5 (Cupole): Cercata nel mio archivio di foto scattate a Valencia, la mia attenzione è stata attirata dalla particolarità delle cupole blu in una città in continua evoluzione, piena di cantieri in costruzione; una nota di colore colta dalla sommità di una torre da cui si gode una splendida visuale di tutta la città spagnola.

GIALLO (Chiara Moschini)

Foto 1 (Fiore giallo): Bellezza è la semplicità che trovi dietro casa!

Foto 2 (Emergency): Andrea è un turbinio di colori e quel giorno, di colori, ce n’era un gran bisogno. Ho approfittato di quel giallo che di solito serve a dipingere piccoli leoni. E quei colori, quel giorno, hanno portato fortuna.

Foto 3 (Scarpe gialle): ecco a voi le mie scarpe preferite! Nonostante ciò è impagabile quel senso di sollievo che si ha a toglierle, dopo una giornata passata lì dentro! A questo ho pensato nello scattare questa foto e alla bella sensazione dei piedi nell’erba…ehi, Chiara, puoi tornare indietro che la foto è fatta!

Foto 4 (Gru): e pensare che non guardiamo mai in alto! Fortuna che certe occasioni ti costringono ad alzare gli occhi dall’asfalto, di cui ormai conosciamo ogni singolo sasso…e così scopriamo che sopra la nostra testa c’è un mondo. E che…qualcuno ci vive o ci lavora!

Foto 5 (Bandiere): Siena con i suoi rioni e….un errore nell’impostare il tempo di scatto che si è rivelato azzeccato!

ARANCIONE (Veronica Malavolta)


FOTO 1 (Fiore): Passeggiando nei dintorni di casa mia, completamente concentrata sull’arancione, mi sono cimentata in un tipo di foto che solitamente non amo scattare…ma il risultato mi è comunque sembrato carino!!!

FOTO 2 (Pallone): Fotografia scattata repentinamente, grazie ad una prontezza di riflessi inaudita!!! Mentre assistevo ad una partita a basket improvvisata dai miei amici, ho visto in lontananza un bambino che camminava calciando un pallone…ARANCIONE…e ho scattato senza neanche alzarmi da terra!!!

FOTO 3 (Maria): A questa foto ho dedicato la maggior cura dei particolari, costruendola dall’inizio alla fine: ho allestito un vero e proprio set fotografico casalingo, usando tutte le lampade presenti in casa per evitare l’uso del flash e utilizzando un fondale completamente nero, facendo così risaltare al massimo il vero protagonista della fotografia!!! Dopo un’ora e mezza di pose assunte dalla mia amata coinquilina, ben 166 scatti e tante tante risate alla fine ho scelto questa immagine!!!

FOTO 4 (Ritratto): Vi presento la prima foto scattata per la realizzazione di questo lavoro!!! Amando i ritratti ovviamente il mio primo pensiero è stato proprio quello di farne uno…ho quindi coinvolto un mio amico nella realizzazione del mio progetto, costringendolo a restare in posa per un bel po’ fuori dal mio balcone!!!

FOTO 5 (Fuoco): Il fuoco…inizialmente non l’avevo incluso nelle fotografie da scegliere per la serata!!! Durante una grigliata in campagna, passando davanti al caminetto acceso, ho scattato senza neanche riguardare la foto…poi un giorno, sbirciando tra le foto scattate di recente l’ho trovato…e direi proprio che anche qui l’arancione è assoluto ed indiscusso protagonista!!!
Dobbiamo ammettere che la serata è stata per tutti noi decisamente emozionante, divertente e ci ha permesso di crescere molto fotograficamente; complimenti e soprattutto critiche sono state accettate con lo spirito giusto di chi vuole crescere ancora per migliorarsi e perfezionare la propria tecnica;  ogni componente del gruppo ha riconosciuto l’iniziale difficoltà sia nel lavorare a tema che nella selezione le foto, riconoscendone tuttavia l’estrema importanza e l’utilità.
Ci ha fatto molto piacere inoltre sentirci coinvolti in prima persona come parte attiva di questa associazione, per cui chissà…in un futuro più o meno prossimo potremmo presentare un nostro nuovo lavoro….in questo caso vi avvertiremo tempestivamente!!

LA STORIA DEI COLORI

Il Vecchio Antonio indica un pappagallo che attraversa la sera. “Guarda”, dice. Io guardo quel violento raggio di colori nel quadro grigio di una pioggia che si annuncia. “Sembra impossibile che ci siano tanti colori in un solo uccello” dico raggiungendo la vetta del monte.
Il Vecchio Antonio si siede su un piccolo pendio libero dal fango che invade questo sentiero reale. Recupera la respirazione mentre rolla un’altra sigaretta. Mi rendo conto, appena pochi passi dopo, che è rimasto indietro. Ritorno e mi siedo accanto a lui. “Lei crede che arriveremo al villaggio prima che piova?” gli chiedo mentre accendo la pipa.
Il Vecchio Antonio sembra non ascoltare. Adesso è una covata di tucani ciò che distrae la sua vista. Nella sua mano la sigaretta aspetta il fuoco per iniziare il lento disegno del fumo. Si schiarisce la voce, dà fuoco alla sigaretta e si accomoda, come può, per cominciare lentamente.
“Non era così il pappagallo. Non aveva colori, era tutto grigio. Le sue piume erano corte come quelle di una gallina bagnata. Uno tra i tanti uccelli giunti chissà come nel mondo poiché gli dei non sapevano chi e come aveva fatto gli uccelli. Gli dei si svegliarono dopo che la notte aveva detto “Fin qui, non di più” al giorno, e uomini e donne dormivano o si amavano, che è un bel modo di stancarsi per poi dormire.
Gli dei litigavano sempre, questi dei che erano molto litigiosi, non come i primi sette dei che vennero al mondo. Litigavano perché il mondo era assai noioso con due soli colori. Ed era motivata l’ira degli dei poiché solo due colori si alternavano nel mondo: uno era il nero che comandava la notte, l’altro era il bianco che camminava di giorno.
Il terzo non era un colore, era il grigio che dipingeva sere e mattine affinché non si scontrassero troppo duramente il nero e il bianco. E questi dei erano litigiosi ma sapienti. E in una riunione giunsero all’accordo di rendere i colori più lunghi perché fosse allegro il camminare e l’amare di uomini e donne.
Uno degli dei prese a camminare per pensare meglio al suo pensiero e tanto pensava al suo pensiero che sbatté contro una pietra grande così e si ferì alla testa e uscì sangue dalla testa. E il dio, dopo aver strillato per un bel pezzo, guardò il suo sangue e vide che è di un altro colore, diverso dai due colori e andò correndo dove stavano gli altri dei e mostrò loro il nuovo colore e chiamarono “rosso” questo colore, il terzo che nasceva.
Un altro degli dei cercava un colore per dipingere la speranza. Lo trovò dopo un bel pezzo, lo mostrò all’assemblea degli dei e misero il nome “verde” a questo colore, il quarto. Un altro cominciò a grattare forte la terra. “Che fai?” gli chiesero gli altri dei. “Cerco il cuore della terra” rispose rivoltando terra da ogni lato. Dopo un po’ trovò il cuore della terra, lo mostrò agli altri dei e chiamarono “marrone” questo quinto colore.
Un altro dio salì in alto. “Vado a guardare il colore del mondo” disse, e si mise a scalare e scalare fino alla cima. Quando arrivò ben in alto, guardo in giù e vide il colore del mondo, ma non sapeva come portarlo fino a dove si trovavano gli altri dei, allora rimase a guardare per un bel po’ finché divenne cieco, poiché ormai aveva attaccato agli occhi il colore del mondo. Discese come poté, a tentoni, e andò all’assemblea degli dei e disse loro: “Porto nei miei occhi il colore del mondo”, e “azzurro” chiamarono il sesto colore.
Un altro dio stava cercando colori quando sentì che un bambino rideva, si avvicinò con cautela e, appena il bambino si distrasse, gli prese la risata e lo lasciò piangente. Per questo si dice che i bambini improvvisamente ridono e improvvisamente piangono. Il dio portò la risata del bambino e misero nome “giallo” a questo settimo colore.
A quel punto gli dei erano ormai stanchi e andarono a prendere il pozol e a dormire, e lasciarono i colori in una cassetta buttata sotto un albero di ceiba.
La cassetta non era chiusa bene e i colori uscirono e cominciarono a far chiasso e si amarono e vennero fuori nuovi colori e la ceiba vide tutto e li riparò affinché la pioggia non cancellasse i colori e quando tornarono gli dei i colori non erano più sette ma molti di più e guardarono la ceiba e le dissero: “Tu hai partorito i colori, tu avrai cura del mondo e dalla tua chioma dipingeremo il mondo”.
E salirono sulla cima della ceiba e da lì cominciarono a lanciare i colori così l’azzurro rimase parte nell’acqua e parte nel cielo, e il verde cadde sugli alberi e sulle piante, e il marrone, che era più pesante, cadde sulla terra, e il giallo, che era una risata di bambino, volò fino a tingere il sole, il rosso giunse sulla bocca degli uomini e degli animali e lo mangiarono e si colorarono di rosso di dentro, e il bianco e il nero già esistevano nel mondo; gli dei lanciavano i colori senza fare attenzione a dove finivano e alcuni colori spruzzarono gli uomini e per questo vi sono uomini di diversi colori e diverse opinioni.
E poi gli dei si stancarono e andarono nuovamente a dormire. Solo dormire volevano questi dei, che non erano i primi, quelli che generarono il mondo.
E allora, per non dimenticarsi dei colori e perché non si perdessero, cercarono un modo per conservarli. E stavando pensando come fare quando videro il pappagallo e allora lo presero e gli attaccarono i colori e gli allungarono le piume affinché ci stessero tutti.
E così fu che il pappagallo prese colore e se ne va in giro nel caso che uomini e donne si dimenticassero che molti sono i colori e le opinioni, e che il mondo sarà allegro se tutti i colori e tutte le opinioni avranno il loro spazio.