Cuccioli che giocano

La e la conferenza sul è piaciuta molto ai nostri amici altoatesini.  Approfittiamo di questo articolo per ringraziarli per la calorosa accoglienza. Un ringraziamento speciale va a Carlo Grenzi del di e a Emo Magosso del Fotoclub Bolozano che hanno sostenuto fortemente questa iniziativa.

Da sx Carlo Grenzi, Antonio Iannibelli, Emo Magosso

Con grande entusiasmo abbiamo letto, sul guestbook della mostra, i commenti e numerosi ringraziamenti per aver fatto conoscere il vero lupo selvatico attraverso la mostra fotografica e la conferenza all’auditorium. Riportiamo alcuni commenti:

 “Antonio, i tuoi lupi sono davvero stupendi. Non immaginavo che tu spaziassi su vasti orizzonti con risultati davvero superlativi e di una poesia unica! Sono onorato di averti conosciuto; Claudio”;

Da sx Presidente CAI Bolzano, Assessore di Bolzano, Iannibelli, Presidente Fotoclub Bolzano, Don Francesco

 “Complimenti per le magnifiche foto; Luana”;

 “I lupi sono bellissimi, bisogna proteggerli e rispettarli; Marco”;

 “Spettacolari e intense emozioni”;

 “Sono venuta da Trento, ho camminato per 40 minuti, ma ne è valsa la pena! I lupi sono animali fantastici! Francesca”.

In questo resoconto abbiamo ritenuto interessante pubblicare lo scritto di Monica Iannibelli che con il suo linguaggio semplice, di una bimba di 11 anni, riesce comunque a trasferire le emozioni dell’evento:

BOLZANO (BOZEN) 12 marzo 2010

Da sx Marco, Maria e Monica

Ciao, sono Monica Iannibelli, ho 11 anni. Sono la nipote di Antonio Iannibelli, Presidente dell’Associazione Provediemozioni.it.
Alcuni mesi fa, mio zio mi ha proposto di andare a vedere una conferenza sul lupo trattata da lui.
Io e mio fratello, Marco Iannibelli, eravamo molto felici e abbiamo chiesto ai nostri genitori se potevamo andarci. Quando mio padre ci ha detto che potevamo eravamo felicissimi. Io non sapevo esattamente come vive il lupo anche se mio zio me ne aveva parlato molte volte.
Veramente ho sempre pensato che il lupo delle favole fosse immaginario e mio zio ci ha fatto capire che il lupo non è aggressivo, ma ha paura dell’uomo.
L’attesa del 12 marzo si avvicinava e io con mio fratello eravamo sempre più curiosi.
Venerdì 12 marzo siamo partiti alle 9:30 con un tempo da lupi, fa freddo e c’è nebbia.
Il viaggio è proseguito bene. Appena arrivati siamo andati nell’Hotel Chrys, dove abbiamo sistemato le valigie nella stanza e abbiamo iniziato a passeggiare per Bolzano.
Siamo andati a pranzo nel ristorante “la Grolla”, dove il cibo era buonissimo.
Alle 14:00 siamo andati a preparare la mostra, è stato un po’ faticoso perché bisognava organizzare le foto in base a quello che rappresentavano.
Alla fine iniziava ad arrivare molta gente, fino a riempire la sala.

Auditorium di Bolzano

Dopo mio zio ha iniziato a parlarci del lupo, delle sue avventure coi lupi, delle prede e dell’ambiente appenninico.
Dopo la mostra abbiamo chiacchierato con Carlo, un simpatico signore di Bolzano che ci ha aiutato sempre.
Verso le 19:00 siamo andati nell’auditorium di Bolzano. Lì mio zio ha fatto la conferenza sul lupo, la sala si era ormai
riempita, allora zio Totò ha cominciato a parlare. Dopo una sua presentazione ci ha fatto vedere un video sui lupi dell’Appennino che ha preparato assieme a dei suoi amici fotografi e appassionati come lui. (Osserva il video montato da Stefano Franceschetti). Il video ci ha lasciati tutti ipnotizzati.

Dopo il video Antonio ci ha raccontato tante cose belle sui lupi ma soprattutto la verità su questo animale che vive nei nostri boschi. 

Pubblico all'auditorium di Bolzano

Ci ha detto che i lupi non sono cattivi come nelle favole, ma sono buoni e hanno paura dell’uomo, che a sua volta, invece, lo minaccia con veleni perfino uccidendolo.
MONICA

Articolo apparso sul quotidiano Alto Adige:

Alla serata del Cai racconti e foto del lupo selvatico

Alto Adige — 10 marzo 2010   pagina 29   sezione: AGENDA

  BOLZANO. Una fame di lupi. Niente refusi o scambi di vocali, giusto così. Perchè nel periodo che dovrebbe segnare il risveglio della natura, verso primavera, il nuovo appuntamento con le serate culturali organizzate dalla sezione bolzanina del Cai riguarda i lupi, e per questo si allarga e copre, oltre al classico incontro pubblico di approfondimento con parole e immagini, anche un’esposizione fotografica, in collaborazione con il Circolo culturale Don Bosco e il Fotoclub Bolzano. S’intitola “Balla con i lupi” l’appuntamento che si identifica con il fotografo Antonio Iannibelli (nella foto a destra), appuntamento che raddoppia: dopodomani, infatti, prima ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica, con cerimonia alle ore 17 nelle sale del Centro Syn Don Bosco in piazza Don Bosco 21, poi, alle 21 a ingresso libero all’auditorium di via Roen, la conferenza per la cittadinanza.  Protagonista sarà dunque Antonio Iannibelli, ma soprattutto protagonisti saranno i suoi scatti dedicati al lupo appenninico, un tuffo, per noi “dolomitici”, in un’altra realtà montana, in una realtà selvatica, se non selvaggia. Questo tuffo lo faremo insieme a un esperto: fotografo della natura, Iannibelli è nato in Basilicata nel 1960, nel cuore del Parco nazionale del Pollino. L’infanzia trascorsa in un luogo così vigoroso, non di rado ostile, ha lasciato in lui un amore profondo e quasi sacrale per la natura. E in generale va detto subito, per capire che quella di venerdì all’auditorium Roen non sarà solo una serata per gli occhi ma anche per i padiglioni auricolari, che per Iannibelli la fotografia è anche occasione di divulgazione ambientale, attraverso l’organizzazione di corsi e gruppi di trekking fotografico e quindi parliamo di una persona che immortala la natura e la fauna selvatica, ma sa anche raccontarla. Per conoscere a fondo animali e piante, rispettare le regole non scritte e i delicati rapporti della vita naturale, sa che deve visitare un ambiente molte volte, in tutte le stagioni, in ogni condizione. Frutto di queste attività è, poi, anche il portale web www.provediemozioni.it, nel quale Iannibelli inserisce una imponente quantità di immagini, racconti di vita vissuta e informazioni riguardanti gli habitat selvatici, in particolare sul lupo appenninico, predatore italiano per eccellenza e animale simbolo della sua ricerca.  Sarà dunque un appuntamento interessante davvero, quello con l’esposizione fotografica e la conferenza. Anche perchè, come ha detto l’etologo Giorgio Celli parlando di Antonio Iannibelli, «il fotografo naturalista è uno sciamano, uno stregone», che sa come muoversi all’interno della natura, come nascondersi, perchè «è una questione di sopravvivenza: l’animale è nel suo ambiente con tutti i sensi aperti e il fotografo non deve farsi vedere o sentire. Esattamente come i predatori». Ed ecco, allora, scatti che sembrano impossibili, come quello che vede due lupi che si contendono brandelli di una carcassa. © RIPRODUZIONE RISERVATA – Alessio Pompanin